Bilancio, ok all’assestamento ma tensione in maggioranza

24 Luglio 2018

De Matteis: «Serve un cambio di passo rispetto alla vecchia amministrazione» E domani il Tar si pronuncerà sul riconteggio delle schede elettorali in 11 seggi

L’AQUILA. E’ un consiglio comunale quasi "sub iudice" quello che ieri, non senza fibrillazioni e malcelati mal di pancia in seno alla maggioranza, ha approvato l’assestamento di bilancio. Domani, infatti, dovrebbe arrivare la tanto attesa sentenza del Tar dell’Aquila sulla cosiddetta “anatra zoppa” che potrebbe ribaltare l'esito del voto di un anno fa. I giudici dovranno decidere, infatti, se accogliere o respingere il ricorso istruito da alcuni esponenti di centrosinistra che hanno chiesto il riconteggio delle schede elettorali in 11 seggi. Il pronunciamento del tribunale amministrativo, a dire il vero, era atteso già a fine maggio ma i giudici avevano rinviato la decisione disponendo l'acquisizione delle tabelle di scrutinio e del verbale della sezione 41, quella in cui vennero trascritti 10 voti ai candidati sindaco e 386 alle liste. Una palese anomalia, visto che la legge elettorale stabilisce che ogni voto dato a una lista, laddove non sia indicata anche la preferenza a uno dei candidati sindaco, va conteggiato come preferenza al candidato collegato alla lista medesima. D'altra parte, i dati provvisori relativi alla sezione – così come vennero pubblicati anche sul sito del ministero dell'Interno - avevano riportano 411 voti ai candidati sindaco e 386 alle liste. Il che vuol dire che nel passaggio dai dati provvisori a quelli definitivi "sparirono" 401 preferenze ai candidati. Una discrepanza dinanzi alla quale il Comune dell'Aquila aveva inoltrato un'istanza di correzione dell’errore materiale presentandola, però, al tribunale ordinario, che non aveva competenza a decidere, considerato che l'ufficio centrale elettorale fa riferimento al ministero dell'Interno. L’istanza, peraltro, era stata presentata anche fuori tempo massimo e anche per questo non era stata accolta. Al che il centrodestra, tramite gli avvocati Roberto Colagrande e Livio Proietti, su incarico degli assessori Carla Mannetti e Luigi D’Eramo, aveva depositato una querela per falso. Il Tar ha dunque fatto slittare la sentenza per accertare se si sia trattato, per l'appunto, di un falso o se invece ci sia stato solo un errore di trascrizione. Il giudizio di domani potrebbe stabilire, in sostanza, che le liste di centrosinistra presero, al primo turno, la metà più uno dei voti validi, il che lascerebbe Pierluigi Biondi senza maggioranza in consiglio comunale. La vicenda, comunque, potrebbe anche non concludersi domani, visto che il centrodestra ha già annunciato che in caso di sentenza sfavorevole farà ricorso al Consiglio di Stato. Con o senza anatra zoppa, comunque, Biondi le sue gatte da pelare le ha già. Ieri la maggioranza ha approvato l'assestamento di bilancio ma non il Dup (Documento unico di programmazione), per il quale si dovrà andare alla seconda convocazione, prevista per il 29. Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Giorgio De Matteis, ha chiesto al primo cittadino un cambio di passo nell'azione amministrativa: «E’ arrivato il momento di segnare una rottura rispetto alle politiche della passata amministrazione, servono dei segnali chiari: un atteggiamento responsabile non può essere scambiato per debolezza, comunque ha un limite che sta per essere superato”. Critiche riecheggiate anche negli interventi di Raffaele Daniele (Udc) e Ferdinando Colantoni (Forza Italia). (r.c.)
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