Bilancio, variano i conti Ed è bufera in Comune

Barbonetti: staff più numeroso che a Roma e 100mila euro in eventi primaverili Il vicesindaco: siamo virtuosi, il consigliere non inganni gli avezzanesi
AVEZZANO. Attorno a una variazione di bilancio approvata dall’ultimo consiglio comunale si consuma l’ennesimo scontro fra opposizione e maggioranza. In un’interrogazione il consigliere comunale Alessandro Barbonetti (Partecipazione popolare) evidenzia che il Comune «è a un passo dal crack finanziario». Per il vicesindaco Ferdinando Boccia, colui che regge i cordoni della borsa municipale, il quadro è tutt’altro.
«Il documento di variazione di bilancio proposto dal sindaco Gianni Di Pangrazio presenta notevoli criticità e discrasie logiche», sottolinea Barbonetti, «mentre da un sindaco che ama definirsi un supertecnico sarebbe stato lecito attendersi una maggiore trasparenza e linearità di gestione e una maggiore certezza nelle previsioni e nei programmi di entrata e conseguentemente di spesa. Le stranezze riguardano le enormi differenze tra l’assestamento di bilancio, votato dal consiglio il 22 luglio di quest’anno, e la variazione di bilancio, adottata il 4 novembre scorso. Ebbene, dopo appena tre mesi è cambiato tutto. La differenza tra l’assestamento e la variazione è talmente ampia da ingenerare il sospetto che uno dei due documenti sia ingannevole e inattendibile. Ci sono incredibili errori di valutazione riguardanti poste importantissime, come quelle relative alle entrate per alienazioni e per la Bucalossi, entrambe azzerate. Come è possibile sbagliare le poste di bilancio, sul lato delle entrate, di quasi tre milioni? Il sospetto, sul quale chiedo chiarimenti, è che si sia voluto da parte politica esercitare indebite pressioni per dissimulare la reale situazione economico-finanziaria del Comune alterando più o meno volutamente talune poste di entrata. Questo allo scopo di evitare la riduzione delle spese clientelari e folli dell’amministrazione e di sostenere un fittizio piano di opere pubbliche in realtà insostenibile e di evitare un ulteriore incremento della tassazione locale. Da questa scandalosa variazione i cittadini possono trarre molte altre informazioni, ma nascoste, nel senso che è ormai chiarissimo, dai numeri esposti, che questa amministrazione non farà moltissime delle opere promesse entro la fine del mandato, dal restyling di piazza Risorgimento alla fontana monumentale, dalle scuole sicure al nuovo municipio, dall’apertura dell’Interporto alla Smart city. Il nostro sospetto è che il Comune sia a un passo dal crack e l’unica soluzione possibile, nella situazione drammatica che si è venuta a creare, era quella di abbattere sostanzialmente le spese. C’è uno staff più ampio di quello del Comune di Roma e sono arrivate manifestazioni primaverili per 100mila euro».
All’interrogazione replica il vicesindaco Ferdinando Boccia, con delega al Bilancio. «Mi congratulo con il consigliere Barbonetti che ha deciso improvvisamente di approfondire le tematiche ragionieristiche, nonostante le sue continue assenze negli uffici del Comune», dichiara Boccia, «ma è evidente che dal capoluogo, come spesso avviene, sono arrivati suggerimenti per la stesura del documento che porta la sua firma, che non hanno saputo interpretare, però, in maniera reale, la situazione finanziaria dell’Ente, nel tentativo vano di ingannare gli avezzanesi».
I suggerimenti di cui parla Boccia sarebbero arrivati da Piero Carducci, ex collaboratore del sindaco, adesso vicino al gruppo che fa capo all’ex assessore Gabriele De Angelis. Scaramucce in vista delle Comunali 2017.
«In particolare», prosegue il vicesindaco Boccia, «per quanto riguarda lo stanziamento delle alienazioni si è passato, nel triennio, da 2 milioni a 1,5 milioni, perché non ci sono state proposte di acquisto all’amministrazione e, comunque, le alienazioni saranno di certo ripreviste nel bilancio 2017. E, nella speranza che ci siano investitori, il ricavato verrà destinato alle opere pubbliche. Preciso che, trattasi di entrate e spese vincolate, per cui, chiaramente, se non entrano non possono essere spese. Si ricorda all’esperto contabile Barbonetti che nessuna spesa può essere effettuata senza la copertura finanziaria. L’attestazione su ogni spesa viene fatta dal direttore del settore ragioneria e dai Revisori dei conti per il successivo controllo. In merito alle entrate derivanti da condono e dalle legge Bucalossi, riferite solo al 2017, sono state programmate in via precauzionale, tenendo conto degli incassi del 2016. L’accantonamento per perdite delle società partecipate è stato fatto in base alla normativa vigente, come per altro attestato dai Revisori dei conti e in via prudenziale, per mantenere i conti del Comune sempre in equilibrio. Per quanto riguarda il Cam, si ricorda che il bilancio 2015 è stato chiuso in utile e né il Comune di Avezzano né gli altri della Marsica, accantoneranno somme maggiori. Per quanto concerne Avezzano, infatti, è rimasto, l’accantonamento nell’avanzo di amministrazione, dovuto dalle perdite degli anni precedenti. Caro consigliere, si faccia aiutare da qualche esperto aquilano, su quali sono gli enti che fanno artefizi, che hanno squilibri o dissesti, che sicuro lo saprà bene. Il Comune è in avanzo di amministrazione, non ha crisi di liquidità, rispetta da 17 anni il Patto di stabilità e i vincoli della Finanza pubblica. E, ancora, si faccia accompagnare dall’esperto aquilano negli uffici di ragioneria del Comune, così da risparmiarsi figuracce». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

