Bimba morta, ora emergono le responsabilità del Comune

Secondo il rapporto in Procura la porta da 100 chili non era ancorata a terra e l’area era incustodita Resta sotto sequestro il vecchio campo di calcio. Il pm ha sei mesi per completare gli accertamenti
ROCCA DI BOTTE. Quelle vecchie e arrugginite porte da calcio non ancorate a terra avrebbero potuto rappresentare un pericolo per chiunque soprattutto alla luce del fatto che il campetto, seppur in disuso da tempo, era aperto e incustodito. Inoltre, sul cancello d’ingresso non è stato trovato alcun cartello di avvertimento. Le indagini sulla tragedia di Rocca di Botte costata la vita alla piccola Sofia di 5 anni sono a una svolta. La ricostruzione di quei drammatici attimi è oramai abbastanza chiara per gli inquirenti e, da fonti vicine alla Procura, stanno emergendo responsabilità a carico degli amministratori comunali. Come accertato dagli investigatori, la porta da calcio, pesante oltre cento chili, caduta addosso alla bambina, non era assicurata al suolo, rappresentando un potenziale pericolo per qualunque frequentatore del vecchio campetto da calcio visto che l’area, di proprietà del Comune di Rocca di Botte, risultava accessibile liberamente. Grazie alla testimonianza dei genitori della vittima, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire con estrema chiarezza anche come abbia fatto un oggetto statico a divenire dinamico in assenza di vento. Ulteriori elementi sono stati poi acquisiti nei giorni scorsi alla luce degli accertamenti eseguiti sulla porta sequestrata in un secondo momento. A riguardo i carabinieri di Tagliacozzo, guidati dal capitano Michele Valentino Chiara, hanno presentato una dettagliata relazione alla Procura di Avezzano. Quel vecchio pezzo di metallo che ha colpito la piccola Sofia resterà in custodia nel deposito giudiziario per eventuali altri accertamenti di parte. Al momento il fascicolo aperto negli uffici di via Corradini per omicidio colposo è contro ignoti, ma non esclusi avvisi di garanzia. Il pubblico ministero Elisabetta Labanti, titolate dell’inchiesta, ha sei mesi tempo per chiudere le indagini preliminari salvo eventuali proroghe. Il dramma si è consumato il 19 ottobre scorso in località Camerata. La bimba, originaria di Acilia (Roma) aveva portato il suo cagnolino a fare una passeggiata in compagnia dei genitori, una coppia di 27 e 30 anni. A Rocca di Botte i nonni materni hanno una seconda casa.
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