Bimba rischia d’annegare, la salva un agente

L’ispettore, in servizio al carcere di Sulmona, si è tuffato per ripescare la piccola di nove anni
SULMONA. Brutta avventura, fortunatamente a lieto fine, per una bambina di sette anni che ha rischiato di affogare in una piscina di un villaggio turistico della zona.
La bimba si è salvata grazie al provvidenziale intervento di un ispettore di polizia penitenziaria, in quel momento fuori servizio, che richiamato dalle grida del fratello della piccola e vedendola in difficoltà si è tuffato in piscina portandola in salvo. A raccontare la dinamica dei fatti il vice segretario della Uil-Pubblica amministrazione Abruzzo, Mauro Nardella. «A permettere l'immediato soccorso è stato il fratello di nove anni della bambina, il quale vedendola in difficoltà, ha lanciato subito l’allarme, attirando l’attenzione dell’agente», racconta Nardella, «che, senza esitare, si è tuffato in piscina riuscendo ad afferrare la piccola e a tirarla fuori dall’acqua. Una storia a lieto fine grazie alla prontezza di riflessi dell’ispettore penitenziario che, ci auguriamo, venga premiato per quanto ha fatto. La parola passa ora al capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e al ministro della Giustizia», conclude Nardella, «affinché si prendano atto dello splendido gesto compiuto dall’agente». Solo pochi giorni fa, lo stesso poliziotto in servizio al carcere di Sulmona, era rimasto vittima di un’aggressione da parte di un detenuto dell’istituto di reclusione che aveva mal digerito il no al trasferimento in un’altra cella. (c.l.)
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