Bimbi, malati e invalidi: in sette senza dignità in un alloggio popolare

15 Febbraio 2020

Famiglia disperata presenta un esposto alla magistratura per ottenere dall’Ater un appartamento più grande

AVEZZANO. In sette nella casa popolare di cinque stanze. Tra loro quattro bambini, un invalido totale, un portatore di handicap con la sindrome di Down, anch’egli malato. È questa la situazione di una famiglia marsicana costretta a vivere in condizioni disumane e che da anni chiede agli Enti preposti una sistemazione più dignitosa.
Per arrivare all’appartamento, di circa 80 metri quadrati, si sale una rampa di scale. Spalancando il portone la scena è surreale. La camera da pranzo ha per metà le sembianze di una camera da letto e per l’altra metà quelle di una stanza di ospedale. Al posto del divano c’è un letto, invece della credenza una sedia a rotelle e sul tavolo, insieme alle cornici con le foto di famiglia, ci sono numerose medicine. A un lato della stanza c’è il ragazzo malato, che ha bisogno di terapie continue. La flebo è attaccata al lampadario con una stampella per indumenti. In casa anche il capofamiglia, con invalidità al 100 per cento, la moglie e quattro figli piccoli con disabilità. La famiglia ha ottenuto un alloggio popolare dall’Ater, al primo piano di una palazzina di un paese della piana del Fucino.
Appartamento inadeguato rispetto alle esigenze della famiglia.
Una situazione resa ancora più drammatica dal fatto che i due coniugi lavorano saltuariamente. Lui cerca di fare quello che può nonostante l’invalidità, ma deve accudire il cognato. Lei si dà da fare in ogni modo, ma deve anche pensare ai quattro figli. La famiglia deve far fronte a tutta questa drammatica situazione con un budget esiguo. Oltre all’invalidità civile di accompagno del ragazzo, la famiglia vive con 290 euro di invalidità del capofamiglia e con una reversibilità dell’anziano genitore (490 euro) morto anni fa. La famiglia però denuncia che nella stessa palazzina è stato assegnato un alloggio più grande e con una camera matrimoniale in più a una famiglia composta da una sola persona, che oltretutto non vivrebbe stabilmente nell’alloggio. Al riguardo è stata presentata una denuncia alla Procura di Avezzano.
«Durante il sopralluogo dei vigili e della commissione Ater del nostro Comune», racconta l’uomo, «hanno convocato e sentito tutti i condomini per verificare l’esistenza dei presupposti di legge per abitare in quell’alloggio. Ma io non sono stato mai convocato».
Per tale motivo è stato chiesto alla Procura di «verificare la situazione» anche alla luce «dell’urgenza di ottenere un appartamento più grande».
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