«Bimbi raffreddati a casa» Limitazioni nella scuola

28 Febbraio 2020

La circolare dell’Istituto comprensivo Lombardo-Radice per famiglie e personale La preside Di Mascio: «Solo una misura precauzionale, nessun allarmismo»

SULMONA. Lasciare i bambini in casa in caso di raffreddore o febbre. Questo, in sintesi, il contenuto della disposizione per le famiglie arrivata dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Radice-Ovidio di Sulmona, Gabriella Di Mascio, tramite una circolare indirizzata all’intera popolazione scolastica nel giorno del rientro a scuola dopo il ponte del Carnevale. La decisione è stata presa in seguito alla diffusione del coronavirus e dopo le prime disposizioni arrivate dal governo e dalla Regione in fatto di prevenzione del contagio del Covid 19. «Non far frequentare la scuola ai propri figli in caso di malattie da raffreddamento o in presenza di febbre, tosse, sindrome influenzale», è quanto riportato nella circolare. Recependo il decalogo diffuso dal ministero della Salute, la preside ha voluto diffondere «le buone pratiche per una corretta gestione della prevenzione» anche all’interno della scuola. Tra le altre disposizioni riservate ai genitori, la dirigente chiede di «raccomandare ai propri figli a tossire e starnutire all’interno dei gomiti e di non toccare occhi, naso e bocca con le mani, come pure di raccomandare ai propri figli di lavare frequentemente le mani e non avere comportamenti promiscui, quali bere dalla stessa bottiglia dei compagni». In più, si ricorda di dover presentare il certificato medico in caso di malattia superiore a cinque giorni. La circolare prevede le stesse disposizioni anche per il personale della scuola, i docenti e i collaboratori scolastici. La preside tiene a precisare che il tutto viene fatto «nell’esclusivo interesse degli alunni e del personale scolastico» e «nel rispetto della funzione educativa e dunque anche di tutela della salute che la scuola deve svolgere». «Il principale compito della nostra comunità scolastica è – in via preventiva e precauzionale – fornire corrette informazioni e indicare stili di comportamento per contrastare concretamente il virus», spiega la preside Di Mascio, che vuole fugare il campo da inutili allarmismi. Ieri mattina non è mancata una certa fibrillazione a scuola per una docente tornata in servizio dopo un viaggio in Marocco. La stessa insegnante aveva scritto sul suo profilo Facebook che si trovava all’estero e che la situazione era tranquilla per l’assenza di contagi. Il messaggio non è sfuggito ad un gruppo di genitori preoccupato per la frequentazione dell’aeroporto. Tutto è rientrato quando lei stessa ha spiegato che non presentava alcun sintomo sospetto e che stava benissimo.
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