Bimbo conteso, madre censurata

I giudici: «Ostacola pervicacemente il rapporto tra padre e figlio»
L’AQUILA. La Corte d’Appello ha censurato il comportamento di una donna che da anni impedisce il normale rapporto tra il loro figlio e il padre del piccolo, dal quale vive separata. Questo in seguito alla bocciatura di un ricorso da parte della stessa donna. Un ricorso nel quale si chiedeva, tra le altre cose, un aumento dell’assegno di mantenimento.
Nella comparsa di costituzione della parte appellata si legge che «il piccolo non ha mai trascorso neanche un’ora della sua vita nell’abitazione del padre che costituisce purtroppo per lui un ambiente totalmente estraneo non essendo mai uscito in compagnia del padre». Le motivazioni della Corte d’Appello, presieduta da Augusto Pace, sono drastiche. Viene censurata in particolar modo la madre «che pervicacemente ostacola il normale svolgimento del rapporto padre-figlio nonostante l’uomo ne sia anch’egli affidatario venendo meno ai doveri genitoriali tra cui quello di garantire al figlio una crescita serena». I giudici hanno quindi respinto tutte le richieste della madre con le spese di giudizio. Le ragioni del padre sono state tutelate dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco.
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