Bimbo disabile rimasto senza gita Alla scoperta dei “super alunni”

22 Febbraio 2023

Parlano le insegnanti della primaria: «Non siamo sorprese, assistiamo tutti i giorni a episodi simili Le feste di compleanno senza gonfiabili e alle partite di calcio il loro amico fa il portiere ed è felice»

TRASACCO. Nella classe speciale di Trasacco non esistono barriere. Un gesto, quello di rinunciare all’attesa gita scolastica per non lasciare solo il compagno disabile, che ha sorpreso soltanto chi non conosce i piccoli della quarta elementare. «Viviamo episodi simili tutti i giorni», raccontano le insegnanti, «sono bambini con una marcia in più. Ai compleanni non vanno mai ai gonfiabili altrimenti il loro compagno potrebbe non divertirsi e se giocano a pallone, invece, gli lasciano sempre il posto da portiere. Si assicurano che anche il loro amichetto possa divertirsi ed essere felice. Così sono felici tutti». I bambini della scuola primaria di Trasacco che hanno rinunciato a visitare il Colosseo, la Bocca della verità e piazza Venezia, non sono “eroi” ma hanno ben chiaro il concetto dell’inclusione. Lo vivono tutti i giorni sulla loro pelle e lo affrontano con una normalità che ha commosso. A partire dal loro preside, Piero Buzzelli.
LA GITA
Aspettavano da settimane di poter visitare Roma e la mostra di Van Gogh. Erano stati preparati dalle loro insegnati e non vedevano l’ora di partire. Nessuno si sarebbe mai immaginato che quella giornata sarebbe stata raccontata da giornali e televisioni per un loro semplice gesto. «Siamo partiti da Trasacco e tutto funzionava», hanno raccontato le insegnati Piera Leone, Mariarosaria Del Boccio, Alessandra Luciani, Naldina Di Ponzio e Rita Marianetti, «siamo scesi dal bus, una volta arrivati, e abbiamo visitato la mostra, poi quando ci siamo spostati la pedana inizialmente è uscita e poi si è fermata. Non andava né avanti, né indietro. L’autista del pullman, molto gentile, ha provato in tutti i modi a farla funzionare, ma niente». In quel momento qualsiasi cosa può incidere sulla sensibilità dei bambini, tutti di età compresa tra gli 8 e i 9 anni. Le insegnanti si sono subito preoccupate di loro, intrattenendoli e cercando di non far sentire al bimbo disabile il peso di quello che stava accadendo. «Siamo stati supportati da tre agenti della polizia locale di Roma di una gentilezza unica», hanno continuato, «ci hanno aiutato in ogni modo, ma quella pedana non scendeva. Non sapevamo più cosa fare».
LA DECISIONE
Il bus con i 47 bambini delle quarte e le 5 insegnanti è rimasto fermo a pochi metri dalla Bocca della verità. «Abbiamo provato a dire ai bambini di iniziare a scendere, assicurando loro che il compagno li avrebbe raggiunti presto», hanno evidenziato le insegnanti, «ci hanno risposto: noi stiamo qui e aspettiamo, o si va tutti o nessuno. Per noi non è stata una sorpresa, anzi è stata quasi una risposta scontata. Assistiamo tutti i giorni a episodi simili. Avremmo fatto di tutto quel giorno per farlo scendere dal bus, ma non è stato possibile».
LA SENSIBILITÀ
«Quando è uscito l’articolo del Centro sono venuti tutti con il giornale in classe, meravigliati. E noi abbiamo spiegato che quel gesto, per loro normale e spontaneo, per noi adulti spesso non lo è, purtroppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA