Bimbo e genitori intossicati in casa

26 Marzo 2015

Luco, allarme dopo il malore: salvi per miracolo. Le esalazioni di monossido da una stufa artigianale

LUCO DEI MARSI. Sono rimasti intossicati dalle esalazione provocate dal monossido di carbonio sprigionate da un sistema di riscaldamento artigianale costituito da una stufa improvvisata. Tre persone, componenti di una famiglia macedone, sono finite in ospedale. Tra loro anche un bambino di due anni. Si tratta della famiglia Kaja, residente a Luco dei Marsi da diversi anni. Ad accorgersi di quello che stava accadendo è stato Ilir, il padre del piccolo che ha avvertito un malore e si è reso conto che tutta la famiglia stava male.

Erano circa le 22 quando la stufa, attivata a causa di un guasto all’impianto di riscaldamento, ha cominciato a bruciare ossigeno. Forse i coniugi macedoni avevano pensato di spegnerla prima di addormentarsi. Ma forse l’effetto del monossido, il cosiddetto killer silenzioso, ha iniziato ad agire prima che potessero rendersene conto. Così è iniziata l’emissione di monossido di carbonio nelle stanze dell’appartamento di via delle Mimose. Qualcosa però ha salvato l’intera famiglia: un attimo di lucidità del macedone ha permesso di bloccare il processo di intossicazione. L’uomo è riuscito ad arrivare alla finestra e a chiedere aiuto. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 di Avezzano che ha trasportato i tre intossicati al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove sono stati sottoposti a un processo di disintossicazione.

I due coniugi e il figlio sono salvi per miracolo. Solo lo spirito di sopravvivenza del macedone ha permesso di evitare il peggio. Sono stati ricoverati in osservazione e poi trasferiti a Roma in una struttura specializzata in questo tipo di intossicazioni. Sul posto per un sopralluogo sono intervenuti anche i carabinieri della locale caserma che hanno eseguito i rilievi cercando di capire le cause dell’incidente che poteva avere conseguenze più drammatiche. (p.g.)

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