Bimbo ferito, è caccia all’auto sospetta

22 Settembre 2020

Le immagini delle telecamere al vaglio della polizia municipale per fare chiarezza sul presunto investimento in via Marconi

AVEZZANO. Saranno i filmati delle telecamere di videosorveglianza a far luce sul presunto investimento di un bambino in bicicletta avvenuto domenica, intorno alle 17, lungo via Marconi ad Avezzano, all’altezza di piazza Risorgimento. Sulla vicenda, che presenta ancora punti oscuri, indaga la polizia municipale di Avezzano, agli ordini del comandante Luca Montanari, che sta passando al setaccio le immagini che potrebbero aver inquadrato la scena. In particolare sarebbero emerse contraddizioni tra i riscontri degli agenti sul luogo del presunto investimento e alcune delle testimonianze raccolte, rese sia dai familiari del bambino che dalle persone presenti al momento del fatto. Fortunatamente il piccolo, di sei anni, non ha riportato gravi ferite, ad eccezione di un’escoriazione all’addome che, con ogni probabilità, si è procurato nella caduta.
Per precauzione, però, i genitori hanno richiesto l’intervento di un’ambulanza del 118 che ha trasportato il piccolo al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano per gli accertamenti del caso. Gli agenti della polizia locale stanno acquisendo i filmati di telecamere di videosorveglianza sia pubbliche che private al fine di ricostruire in dettaglio l’esatta dinamica dei fatti. Le immagini dovranno chiarire se il bambino sia stato realmente urtato da un’auto in corsa, preso di striscio, oppure se la caduta sia avvenuta in seguito a un forte spavento. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo usciva dalla pista ciclabile e stava attraversando la strada, ma non è ancora chiaro se si trovava sulle strisce pedonali o sull’attraversamento ciclabile e soprattutto se era in sella o portava la bici a mano. Da stabilire anche se l’automobilista sia fuggito senza prestare soccorso o comunque essersi sincerato delle condizioni del piccolo ciclista, oppure si sia allontanato solo dopo essere stato rassicurato dai genitori.
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