«Bimbo insultato in chat» No comment della scuola

L’AQUILA. Nessun commento da parte della dirigente scolastica Filomena Mammarella il giorno dopo la diffusione di una lettera di denuncia attraverso la quale Pierluigi Lomarco, a nome dell’associazion...
L’AQUILA. Nessun commento da parte della dirigente scolastica Filomena Mammarella il giorno dopo la diffusione di una lettera di denuncia attraverso la quale Pierluigi Lomarco, a nome dell’associazione “Genitori per la scuola”, ha segnalato il caso di un alunno della Mazzini-Patini, a suo dire «insultato sul whatsapp della classe senza che l’istituto, pur sollecitato, abbia preso posizione sulla vicenda».
Sia la dirigente scolastica sia i suoi più stretti collaboratori hanno declinato l’invito del Centro a esprimere la loro posizione su una vicenda ancora tutta da chiarire, per la quale l’istituzione scolastica, così pesantemente chiamata in causa dal portavoce dell’associazione, ha scelto dunque la strada del silenzio.
La scuola Mazzini-Patini è, dai tempi della costruzione dei moduli provvisori dopo il sisma del 2009, ospitata in un Musp a Pile. Ieri mattina la notizia è stata accolta con una certa irritazione negli ambienti scolastici. Nessuno si aspettava che il caso, narrato in un messaggio di posta elettronica «inviato sia all’istituto», sostiene l’esponente dell’associazione di genitori, «sia alla direzione regionale scolastica», sarebbe venuto alla luce con le inevitabili ricadute negative.
Sui social, non appena si è diffusa la notizia, si sono susseguiti numerosi commenti, alcuni dei quali tendono a mettere in evidenza l’impegno costantemente profuso dalla scuola nel campo della prevenzione dei fenomeni di bullismo, anche attraverso iniziative in stretta collaborazione con le forze dell’ordine.
Altri commenti, invece, sono improntati sul fatto che bisognerebbe interpellare le famiglie dei giovani per capire l’origine e l’effettiva consistenza del fenomeno, considerato il fatto che il cellulare, nelle ore di lezione, è sempre tenuto spento. Il prossimo passaggio, dunque, sarà l’ascolto dei genitori del ragazzo per le verifiche e i riscontri necessari. (r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

