Bimbo morto in ospedale: 4 condanne

13 Febbraio 2016

Inflitti sei mesi a tre pediatri e a un chirurgo per omicidio colposo. Disposta anche una provvisionale di 300mila euro

L’AQUILA. Si è concluso con quattro condanne a sei mesi di reclusione per omicidio colposo (benefìci di legge) un processo sulla morte di un bambino deceduto in ospedale poco dopo un ricovero. Processo giocato sul filo delle perizie che ieri è stato definito dopo una lunga camera di consiglio da parte del giudice unico Giuseppe Grieco. Il giudice, che ha messo la sentenza ieri pomeriggio, ha inflitto la condanna a carico del chirurgo Massimo De Benedictis e dei medici di pediatria, Giovanni Farello, Stefania Muci, Giovanni Nigro.

Con lo stesso provvedimento il giudice ha disposto in solido una provvisionale complessiva di 300mila euro a fronte di una richiesta di circa 2 milioni di euro avanzata dalle parti civili.

Le richieste della Procura sono state accolte solo in parte. Infatti, il pm aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione (con i benefìci) per tutti gli accusati. Le difese, sia pure partendo da posizioni diverse e arrivando anche a fare nette distinzioni di ruoli e responsabilità, sono state molto decise: hanno ribadito che furono fatti tutti gli esami previsti nel disciplinare compresa un’ecografia che non aveva segnalato nulla di allarmante. Inoltre è stato ribadito che non esistono strumenti in grado di prevedere quanto successo a quel bambino. Ieri l’udienza si è protratta anche per via delle lunghe arringhe delle difese cui sono seguite le controrepliche scritte del pm titolare, ieri sostituito dal pm onorario, Rita Di Gennaro.

Che si sia trattato di un processo molto incerto lo si arguisce anche dal fatto che il giudice ha fissato in sessanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni cui seguiranno i ricorsi in appello di tutte le difese, peraltro già annunciate.

I fatti, come riferito, risalgono alla fine di luglio 2011. Il piccolo di 5 anni, figlio di una coppia che vive a Roma ma originaria dell’Aquilano dove si trovava per le ferie, era stato ricoverato all’ospedale San Salvatore, nel reparto di pediatria, a causa di forti e improvvisi dolori al ventre.

Inizialmente sembrò che il piccolo, peraltro diabetico, potesse migliorare, ma poi ci furono delle complicazioni che ne causarono la morte nel giro di poche ore senza che i medici potessero far nulla per un infarto addominale. Ci fu anche un’autopsia avviata dall’Asl, nell’ambito di un’inchiesta interna, che venne fatta dal dottor Giuseppe Calvisi e il responso fu di infarto addominale: un’indagine interna che fu voluta dall’ex manager Asl, Giancarlo Silveri. Nel frattempo scattò l’inchiesta penale e la polizia fece un blitz in ospedale sequestrando le cartelle cliniche. Gli avvocati della difesa sono Luca Bruno, Amedeo Ciuffetelli, Enrico Marinucci, Simonetta Deli, Emilio Bernardi, Fabrizia Aquilio.

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