Bimbo negato, condanne per la madre e i nonni

6 Aprile 2016

L’AQUILA. Finisce con la condanna della madre a sei mesi di reclusione(benefici di legge) e una multa per i nonni, imputati in concorso nel reato, una vicenda scaturita, come spesso accade per la...

L’AQUILA. Finisce con la condanna della madre a sei mesi di reclusione(benefici di legge) e una multa per i nonni, imputati in concorso nel reato, una vicenda scaturita, come spesso accade per la fine di un matrimonio: la materia del contendere è il mancato rispetto della madre dell’accordo stabilito dal giudice che permetteva al padre di vedere il bambino. Il giudice monocratico, Giuseppe Grieco, ha dunque condannato la donna aquilana accusata, per l’appunto, di avere impedito al padre di incontrare secondo le regole il figlio, che ora ha meno di 10 anni, con asserite gravi ripercussioni sul suo carattere. La parte ricorrente contestava un atteggiamento di chiusura da parte della donna a ogni possibile forma di dialogo quanto alla gestione del figlio, oltre a un assoluto ostruzionismo verso le frequentazioni del padre. «Nonostante i tentativi per cercare di avere un sereno rapporto con il figlio», ebbe a dire la controparte, rappresentata dall'avvocato Maria Teresa Di Rocco, «la situazione si è progressivamente deteriorata. Infatti la donna non solo ha perseverato nelle proprie condotte, ma ha imposto tempi e modi di visita consentendo i contatti tra padre e figlio solo all'interno dell'abitazione di lei limitandoli al massimo a un'ora e fissando, talora, le visite in orari coincidenti con turni di lavoro del marito». Sempre secondo la controparte, il giovane padre si è determinato a desistere dall'avere incontri con il figlioletto. E l'unico risultato è stato quello di non avere mai avuto un rapporto con il piccolo, che sarebbe condizionato al punto da mettersi a piangere alla semplice vista del padre. «Costui non si è mai saputo rapportare con il minore, pretendendo solo di poterselo portare con sé, senza minimamente curarsi delle reazioni del piccolo. Le visite avvengono nel rispetto e negli orari stabiliti dal tribunale». Questa la versione della parte avversa che ricorrerà in appello.

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