Bimbo resta senza farmaco per il diabete

15 Febbraio 2019

Denuncia del Tribunale del malato: «Colpa dell’iter Asl, da due mesi interrotta la cura innovativa»

AVEZZANO. Gli prescrivono un farmaco per il controllo della glicemia ma dopo qualche mese finisce ed è costretto a tornare alle tradizionali cure. È il Tribunale per la difesa del malato a denunciare quanto accaduto a un bambino marsicano affetto da diabete di tipo 1. Fin dalla nascita il piccolo paziente è in cura nell’Unità operativa di pediatria dell’ospedale di Avezzano per il controllo costante del diabete. Al bambino, infatti, è stato riscontrato un diabete che con mancanza o scarsità di insulina non consente al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti attraverso l’alimentazione che vengono così eliminati con le urine. Il piccolo, quindi, ha bisogno in continuazione di controllare la glicemia e di intervenire, se necessario, con la somministrazione di insulina che gli permette anche di sviluppare in modo sano l’organismo. Per monitorare la situazione gli è stato introdotto un sistema innovativo a infusione che permette di regolare e misurare l’insulina all’interno del corpo senza eseguire i continui controlli. Tutto procedeva per il meglio fino a quando, a dicembre, sono finiti farmaco e sensori. «Il piccolo paziente è da dicembre che sta svolgendo le cure per il diabete attraverso il vecchio sistema doloroso e pericoloso», commenta il responsabile del Tribunale per la difesa del malato, Stefano Di Giuseppe, «solamente perché la Asl 1 non ha a disposizione Omnipod della Theres e i sensori. Informandoci alla Asl, siamo venuti a conoscenza che per acquistare il farmaco e i sensori l’iter è il seguente: richiesta lavorata da parte dei medici del distretto di base e inviata all’economo che deve chiedere a sua volta l’autorizzazione all’ufficio acquisti dell’Aquila che poi rinvia la pratica all’ufficio economato che dispone la procedura di gara per l’acquisto. Il tutto viene fatto senza considerare però che il bimbo con diabete 1, dal 6 dicembre, aspetta che l’iter burocratico sia completato sulla sua pelle».
La mamma del paziente si è rivolta al Tribunale per la difesa del malato chiedendo di intervenire. «E noi chiediamo alla Asl di predisporre un piano semestrale con scorte per non far rimanere nessun bambino senza cure», conclude Di Giuseppe, «è ora di finirla di dare colpa alla burocrazia quando è in mano alle persone e alla loro volontà e competenza la risoluzione dei problemi. Siamo profondamente indignati».
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