Bimillenario, è scontro Pezzopane accusa Casini

La deputata: «Se i soldi sono stati persi è colpa sua, mi ha coinvolta troppo tardi» Ma Spinosa Pingue ci spera ancora: «Mi dicono che ci sono ancora spiragli»
SULMONA. «Un intervento tardivo che non è servito a nulla. A me il sindaco non ha chiesto nulla, non mi ha mai chiamata per un incontro, una riunione. E l’unica richiesta di aiuto è arrivata con una mail fuori tempo massimo». All’indomani della perdita dei 700mila euro previsti della legge sul Bimillenario di Ovidio, la deputata del Pd Stefania Pezzopane punta il dito sul sindaco Annamaria Casini, colpevole, secondo la parlamentare, di non essere stata abbastanza attenta per evitare di perdere i finanziamenti. «Sono sconcertata, tutta la fatica, le buone intenzioni mie e di Paola Pelino, buttate all’aria. Quei preziosi 700.000 euro andavano utilizzati. Ovidio si rivolta nella tomba! Che peccato! Vanificare gli sforzi e perdere la possibilità di un finanziamento per onorare Ovidio, tra gli autori più letti al mondo, vuol dire non avere la consapevolezza dell’importanza culturale e storica di Sulmona». Non le manda a dire la Pezzopane sottolineando di essere delusa e amareggiata. «Questa vicenda è assurda. La legge per il Bimillenario è stato il frutto di un faticoso lavoro mio e di Paola Pelino. Per la prima volta a Sulmona e a Ovidio veniva dedicata una apposita legge dello Stato», ricorda Pezzopane. «Una volta approvata non ho saputo più nulla, nessun incontro, nessuna riunione, nessun coinvolgimento, poi l’allarme perdita risorse dello scorso anno, con la riunione convocata da Fabio Spinosa Pingue e, dopo inutili battibecchi, la proroga fino a dicembre 2019, poi di nuovo il silenzio, nessuna riunione, nessuna richiesta di cambiare la legge nessuna sollecitazione di nessun tipo. Solo la collega senatrice Di Girolamo, durante la discussione sulla legge di bilancio, mi ha informata che al Senato stava provando a far approvare una proroga. E insieme a lei mi sono attivata, ma ormai i fondi erano andati in economia. E qualche giorno dopo, a babbo morto, a legge di bilancio pressoché approvata, arriva una mail del sindaco di Sulmona che chiede aiuto! A dicembre? Con la legge di bilancio che si discute solo al Senato e alla Camera con la fiducia? Ma che è questo modo di fare? Una vera presa in giro». Per salvare legge e fondi bisognava intervenire prima». Ma il presidente della Dmc, Terre d’Amore in Abruzzo dice che non tutto è perduto. «I nostri interlocutori dicono che c’è ancora la possibilità di salvare questi fondi. Altrimenti sarebbe una beffa», afferma Fabio Spinosa Pingue. «Ricordo che appena a luglio 2019 è stato lanciato il bando per i progetti da presentare alla pec del governo. Dico governo. Se non possiamo fidarci nemmeno degli uffici del governo. Il Miur ha fatto il bando scaduto a settembre 2019 per i 50 studenti ovidiani. Con dei buoni studio. Non è tempo di polemiche. Sono solo basito del tono rinunciatario che c’è in città. Almeno questa volta non abbiamo responsabilità. Certo, vista l’entità dei fondi forse avremmo dovuto mettere una tenda sotto Palazzo Chigi».
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