Biolite e quei fanghi interrati La giunta non pagherà danni

7 Marzo 2015

SCURCOLA MARSICANA. La Corte d’appello dell’Aquila sospende l’efficacia esecutiva della sentenza sul caso biolite e salva il Comune di Scurcola Marsicana. In base a quanto deciso in primo grado, l’en...

SCURCOLA MARSICANA. La Corte d’appello dell’Aquila sospende l’efficacia esecutiva della sentenza sul caso biolite e salva il Comune di Scurcola Marsicana. In base a quanto deciso in primo grado, l’ente doveva pagare un milione e 165mila 836,88 euro di risarcimento a 19 aziende italiane che negli anni Novanta scaricarono fanghi nei Piani Palentini. La sentenza aveva destato preoccupazione tra gli amministratori di Scurcola che rischiavano di dover dichiarare il dissesto finanziario. Ma la Corte d’appello ha sospeso tutto sollevando dall’incombenza il sindaco Vincenzo Nuccetelli e tutto il Comune di Scurcola. «Sono molto sollevato e penso che la decisione presa sia comunque un buon segnale», ha spiegato il primo cittadino Nuccetelli, «oltre al pericolo di mettere il Comune in ginocchio, il relatore avrà valutato, sia pure in maniera sintetica, la fondatezza dei motivi dell’appello proposto. Vedo con ottimismo questa decisione». Per l’ultima parola, però, bisognerà aspettare settembre 2016 quando ci sarà la sentenza definitiva. Il Comune di Scurcola, infatti, aveva chiesto un risarcimento danni alle 19 aziende italiane per inquinamento dei terreni. In primo grado, però l’ente è stato condannato a sua volta a risarcire le società per assenza di inquinamento. «Nel prossimo bilancio di previsione dovremo sicuramente vincolare, come già fatto in autunno in sede di equilibri e di assestamento», ha concluso il sindaco, «una cifra che confluirà in un fondo rischi e spese legali, per rimediare a una malaugurata pronuncia negativa». (e.b.)