Biondi attacca Abruzzo Engineering e scatena le reazioni di Lolli e Di Teodoro

20 Settembre 2017

«Nella lettera inviata al sottosegretario alla Ricostruzione Paola De Micheli, al coordinatore della Struttura tecnica di missione, Giampiero Marchesi, al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso,...

«Nella lettera inviata al sottosegretario alla Ricostruzione Paola De Micheli, al coordinatore della Struttura tecnica di missione, Giampiero Marchesi, al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, al vice presidente Giovanni Lolli, all'amministratore unico di Abruzzo Engineering, Franco Di Teodoro, al titolare dell'Usra Raniero Fabrizi, ho chiesto spiegazioni sulla convenzione stipulata con la società in house della Regione». Per il sindaco Pierluigi Biondi (nella foto), un atto «dovuto, vista la carenza di personale del comune dell’Aquila», a fronte di un costo di 4,8 milioni di euro sostenuto dal Cipe per l’assistenza tecnica alla ricostruzione erogato a Abruzzo Engineering. «Tutti i settori del Comune lamentano una carenza di personale. Sto facendo personalmente una battaglia a Roma per stabilizzare i precari. Ebbene, si tratta di una cifra pro capite di oltre 50mila euro», aggiunge Biondi, «che, se parametrata ai canoni degli enti locali, consentirebbe di contrattualizzare poco meno di 200 istruttori direttivi, circa il doppio delle attuali risorse assegnate». Biondi nella lettera chiede di «ripensare a una più efficace gestione di una quota così consistente delle risorse dell'assistenza tecnica», anticipando che «se non sarà coinvolto nella fase di redazione della convenzione con AE, non la sottoscriverà». La società è diventata in house nel 2015, quando la Regione l’ha salvata dalla liquidazione. La lettera ha scatenato le reazioni del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che parla di «80 famiglie che finirebbero per strada», e dell’amministratore unico di Abruzzo Engineering, Di Teodoro, che racconta di una telefonata infuocata col sindaco. «Sto conducendo una battaglia per il nostro personale», conclude Biondi, «chi dice che voglio mandare gente a casa, dice una bestialità. Chi paga le tasse, vuole sapere come viene speso il denaro pubblico». (v.p.)