Biondi difende la centrale del 118

15 Gennaio 2022

E accusa il Pd di una «sciagurata gestione dei fondi per gli ospedali mai spesi»

L’AQUILA. «Che Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci difendano le scelte della sciagurata stagione dei fondi per l’edilizia ospedaliera mai spesi, non stupisce. Sorprende che li seguano a ruota le quinte colonne aquilane, a partire dalla deputata Stefania Pezzopane che, dopo anni di torpore, si accorge della sanità del capoluogo», replica il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, dopo l’attacco del Pd sulla realizzazione della centrale operativa del 118. «Pezzopane non ha mosso un dito quando D’Alfonso stravolse la rete dell’emergenza-urgenza predisposta dal centrodestra, nella parte in cui parlava di un'unica centrale operativa per tutto l'Abruzzo all'Aquila, divenute poi due nell'epoca del centrosinistra; non ha detto una parola quando è stato imposto il turn-over al 20% del personale, per cui ogni 5 pensionamenti si poteva assumere un solo operatore; non ha fiatato quando si è tentata la strada scellerata di un project financing capestro per il San Salvatore». «Ed è proprio questo», prosegue Biondi, «il nodo del blocco delle risorse previste nel terzo accordo di programma per l’edilizia sanitaria: l’ingresso dei privati nella strategia di messa in sicurezza sismica di alcuni ospedali (Avezzano, Lanciano e Vasto) che in precedenza prevedevano solo l’apporto pubblico. È solo per inseguire questa prospettiva, fragorosamente tramontata, che vengono immobilizzati 144 milioni di euro in un continuo rimpallo di carte tra la Regione Abruzzo e ministero della Salute, e nel braccio di ferro rimane stritolata la centrale operativa del 118 il cui costo previsto di 6,3 milioni di euro era coperto con 4 milioni a carico dello Stato e 200mila della Regione, con la generosa donazione della Regione Emilia-Romagna di 2,1 milioni». «Tanta è la voglia di consegnare a privati la costruzione e la gestione dei tre ospedali che a febbraio 2018 Paolucci si premura di scrivere al ministero dichiarando la disponibilità della Regione a coprire col proprio bilancio le rate di canone per un importo di circa 18 milioni dal 2021, scaricando sulla legislatura successiva i costi di questa spericolata operazione», affonda il primo cittadino. «Questo ha bloccato gli investimenti in Abruzzo. Ed è grazie al presidente Marsilio se oggi finalmente il progetto del 118 vede la luce, con la scelta di destinare quasi 2 milioni delle donazioni di Banca d’Italia che lo rende autonomo rispetto alla programmazione del 3° stralcio».