Biondi e il caso-movida: «Bene il nuovo questore»

26 Giugno 2021

Il sindaco interviene dopo l’intervista del Centro a De Simone: parole concrete qui episodi sporadici, no a paragoni con le più degradate periferie metropolitane 

L’AQUILA. Tutelare da un lato il decoro urbano e dall’altro la voglia dei giovani di riappropriarsi di un centro storico che sta rinascendo. È questa la linea d’indirizzo da seguire per i prossimi mesi estivi, secondo il sindaco Pierluigi Biondi. Il primo cittadino appoggia le parole del nuovo questore, Enrico De Simone, che in un’intervista rilasciata al Centro ha spiegato come non siano necessarie, a suo avviso, le maniere forti per ottenere il rispetto della legalità da parte del popolo della notte.
Il problema sembra ormai bussare alla porta: se da un lato i residenti del centro storico, infatti, lamentano già uno scarso rispetto delle regole nelle prime serate estive, dall’altro soprattutto i giovani sentono il bisogno di tornare a vivere il cuore della città anche di notte, dopo mesi di reclusione dovuta alla pandemia.
«Le parole del nuovo questore Enrico De Simone, al quale formulo i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, denotano concretezza e sono condivisibili», spiega Biondi, «così come a seguito di alcuni sporadici episodi non si può equiparare la città o il suo centro storico alle più degradate periferie metropolitane, allo stesso tempo non sono tollerabili fenomeni degenerativi della cosiddetta movida. È importante distinguere comportamenti inappropriati, maleducazione e scarso senso civico da condotte che possono, invece, essere configurabili come reato».
Proprio il nuovo questore, infatti, aveva sottolineato nell’intervista che non è necessario «esibire i muscoli», ma «far capire che certi comportamenti sfrenati e incontrollati non si possono tenere. Come abbiamo saputo dimostrare in pandemia capacità di resilienza e osservanza di regole, così dovremmo fare anche adesso. Cultura della legalità e il rispetto delle regole sì, ma senza usare le maniere forti e dando i segnali opportuni al momento giusto».
Anche il primo cittadino, da parte sua, sottolinea che «questa amministrazione ha sempre cercato di contemperare le diverse esigenze in campo: dei residenti, dei titolari di attività e dei giovani, provando a individuare un punto di equilibrio con proposte e iniziative volte a tutelare sia il decoro urbano sia la salute pubblica. La collaborazione con altre istituzioni, associazioni di categoria, cittadini, prefettura e forze dell’ordine è sempre stata massima, nell'ambito di un percorso virtuoso che sono certo proseguirà anche con il questore De Simone».
Proprio in questa direzione, solo un paio di settimane fa, il sindaco ha sottoscritto un’ordinanza con il divieto di consumare bevande alcoliche in diverse strade, piazze e, in generale, aree pubbliche del centro storico, in particolare in quelle dove è più attiva la movida, al di fuori dei casi e degli spazi autorizzati.
L’ordinanza è stata adottata in ragione «dell’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana» e riguarda in particolare corso Umberto, piazza Palazzo, piazza Battaglione Alpini, corso Vittorio Emanuele, largo Tunisia, corso Vittorio Emanuele (portici), corso Federico II, piazza Duomo, via Cavour, via Sassa, via Indipendenza, piazza San Marco, piazza San Basilio, via Castello, via Zara, corso Vittorio Emanuele (“corso stretto”), via San Bernardino, via Verdi, piazza Regina Margherita, via dei Sali, via Leosini, via Garibaldi, piazza Chiarino, Piazza Santa Maria di Paganica, via della Genca, Costa Mandatario. (m.c.)
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