Biondi e Lolli: la politica lavori insieme, questo è il settore sul quale scommettere

«L’Aquila deve trovare le forze per stare sempre un passo avanti, come nel caso dell’Accord Phoenix, perché qui il lavoro non c’è. Vedo un futuro radioso se mettiamo da parte tutti gli egoismi e le...
«L’Aquila deve trovare le forze per stare sempre un passo avanti, come nel caso dell’Accord Phoenix, perché qui il lavoro non c’è. Vedo un futuro radioso se mettiamo da parte tutti gli egoismi e le ambizioni personali. Come nel caso di questo palco, dove ci sono politici di estrazioni diverse». Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha inaugurato con il taglio del nastro la nuova fabbrica Accord Phoenix (insieme al vicesindaco Guido Liris e all’assessore all’Ambiente, Emanuele Imprudente), dal palco improvvisato per la benedizione di monsignor Antonini (nella foto). Con lui il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli – il vero motore, come hanno rimarcato i proprietari della fabbrica più volte, a cominciare da Ravi Shankar, dell’apertura del complesso all’Aquila –, la senatrice Stefania Pezzopane e l’ex sindaco Massimo Cialente. E proprio di queste diverse estrazioni, centrodestra e Pd in particolare nel caso specifico, ha parlato anche Lolli, nel suo intervento: «A distruggere posti di lavoro ci vuole un attimo (e ha fatto l’esempio della Intecs), per costruirne uno ci vogliono anni, è molto difficile. Di questo tutta la politica se ne deve occupare. Questo progetto è cominciato addirittura nel 2010, quando grazie alla legge “Mancia” abbiamo acquisito il sito. Poi nel 2013 è partita l’idea della Accord Phoenix. Questo è il lavoro del futuro», ha sottolineato Lolli, «l’economia circolare: si rigenerano i prodotti che l’Italia è costretta a importare. Con questa nuova green economy il “disassemblaggio” porta vantaggi enormi: gli occupati sono pari a quelli delle fabbriche che, invece, assemblano. Con la differenza che per costruire un’auto in Italia il costo del lavoro è dell’11% e la materia prima il 65%. Con le nuove fabbriche, come la Accord Phoenix, il discorso si ribalta. Abbiamo cercato di salvare i 140 posti dell’ex Polo elettronico, per ora ci stiamo riuscendo». (v.p.)

