Biondi esulta: «Liberati dal Covid i primi 10 borghi dell’Aquilano»

2 Giugno 2021

Il sindaco fa il bilancio della campagna che ha portato alla vaccinazione di 650 persone in sette giorni In azione i team mobili dell’Esercito e dei carabinieri nei centri con popolazione sotto i 500 abitanti

L’AQUILA. Più di 650 persone vaccinate in meno di una settimana. È il bilancio della campagna vaccinale “porta a porta” promossa dalla Regione Abruzzo nelle aree interne dell’Aquilano grazie ai team mobili dell’Esercito e al supporto di Carabinieri e Nono reggimento alpini. L’iniziativa, partita il 24 maggio scorso, ha coinvolto dieci comuni montani con meno di 500 abitanti e ha interessato, oltre alla provincia dell’Aquila, anche quella di Chieti.
RISULTATI. I risultati sono stati illustrati ieri in conferenza stampa dal sindaco Pierluigi Biondi, dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dal direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione della Asl dell’Aquila Domenico Pompei, dal comandante provinciale dei carabinieri Nazareno Santantonio, dal comandante del Cme (Comando militare esercito) Abruzzo Marco Iovinelli e dal colonnello medico dei carabinieri Salvatore Falvo, che ha coordinato le squadre che hanno battuto il territorio. Presenti, in platea, anche il manager e il direttore sanitario dell’Asl, rispettivamente Roberto Testa e Alfonso Mascitelli, e il commissario della Comunità montana Montagna dell’Aquila e sindaco di Navelli, Paolo Federico.
I COMUNI COINVOLTI. Sono, come detto, dieci: San Benedetto in Perillis, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Collepietro, Villa Santa Lucia, Ofena, Caporciano. Visti i buoni risultati raggiunti, la campagna verrà estesa e ampliata: nei prossimi giorni saranno vaccinati a tappeto anche gli altri comuni al di sotto dei 500 abitanti, quelli tra i 500 e i mille nonché le frazioni dei comuni sopra i mille abitanti che si trovano, però, in zone particolarmente disagiate.
LE SQUADRE. Le vaccinazioni sono state materialmente eseguite da quattro unità mobili messe a disposizione dall’esercito – due nella provincia dell’Aquila e due in quella di Chieti – per un totale di quattro medici e otto infermieri coinvolti, coordinati dal colonnello Falvo. A queste squadre se ne sono aggiunte altre dei carabinieri, composte dal personale medico e infermieristico già impegnato nei drive through (le postazioni dove si effettuano i tamponi). A occuparsi della selezione e dell’organizzazione dei Comuni in ambiti territoriali ottimali, nonché del reperimento dei dati anagrafici dei vaccinati, è stato invece il comando provinciale dei carabinieri, mentre l’Asl ha provveduto al rifornimento e all’approvvigionamento delle dosi.
COVID FREE. In totale, le dosi somministrate sono state 660: 620 Johnson&Johnson (preferito agli altri vaccini perché non bisognoso del richiamo) e 40 Pfizer (perlopiù seconde dosi). A ricevere il vaccino è stata tutta la popolazione dai 18 anni in su, compresi i disabili e i fragili non trasportabili, che sono stati vaccinati a domicilio.
BIONDI. «Questa campagna ha comportato vari vantaggi», ha spiegato Pierluigi Biondi. «Anzitutto, abbiamo limitato i disagi dei residenti, che hanno potuto vaccinarsi senza dover fare chilometri per raggiungere gli hub di riferimento. In secondo luogo, c’è stata un’ottimizzazione delle risorse, sia umane che materiali. Infine abbiamo reso di fatto Covid free comuni ricchi di bellezze e gioielli storici e naturalistici, che ora potranno affrontare più serenamente una stagione estiva che, dal punto di vista delle presenze turistiche, promette di essere ancora migliore di quella dello scorso anno».
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