Biondi fa fuori la Lega, la giunta è monca

15 Ottobre 2020

Firmato il decreto che scarica i tre assessori sospesi. Pagano il silenzio polemico del partito sul riassetto delle deleghe

L’AQUILA. Fuori la Lega dalla giunta. Quello che non aveva fatto a metà luglio, all’apertura della crisi in Comune scatenata dal Carroccio, il sindaco Pierluigi Biondi l’ha deciso nel tardo pomeriggio di ieri. Il perdurante silenzio polemico dei salviniani, passati quattro giorni dalla scadenza del termine indicato dal primo cittadino per la segnalazione, da parte degli alleati, dei due nominativi per gruppo su cui ridefinire l’assetto della sua squadra, ha innescato l’atto definitivo. La sospensione dei tre assessori leghisti, la cui posizione è stata congelata da Biondi dopo le sferzanti critiche ricevute in consiglio dal loro capogruppo Francesco De Santis, è diventata estromissione. Si tratta di un passo evitato tre mesi fa dal primo cittadino, che si è attirato gli strali dell’opposizione per la scelta ritenuta pilatesca e addirittura illegittima di aver lasciato al proprio posto il terzetto, ma diventato ineludibile alla luce dell’ulteriore irrigidimento dei rapporti con i salviniani. La firma del decreto di ritiro delle deleghe fa fuori Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio ma non li rimpiazza. Per ora, dunque, la giunta resta monca con sei assessori in sella e tre sedie vuote.
La mossa del sindaco mette la Lega di fronte a una scelta obbligata: restare in maggioranza, come alleato esterno all’amministrazione, o infrangere quel patto che non più tardi di un mese fa il suo coordinatore regionale Luigi D’Eramo aveva definito «granitico». La riorganizzazione della squadra senza rappresentanti del Carroccio, salvo ulteriori ribaltoni che rimetterebbero in corsa al massimo due assessorati per i salviniani, arriverà a breve e culminerà con una comunicazione ufficiale al consiglio. In quella sede, se non lo farà prima, la Lega dovrà comunque chiarire la propria posizione. Con i suoi tre consiglieri rimasti, dopo le defezioni di Tiziana Del Beato ed Elisabetta De Blasis, che di recente hanno aderito alla causa di Fratelli d’Italia, proprio il partito del primo cittadino messo sulla graticola dal loro ex capogruppo, il Carroccio sarà di fatto costretto a dichiarare le sue intenzioni. Biondi, comunque vada, sbloccherà il riequilibrio della giunta che ha annunciato la settimana scorsa. Da assegnare ci sono i tre posti vacanti. Uno sarebbe comunque appannaggio di Vito Colonna, espressione dell’ala di FdI vicina a Guido Quintino Liris e già candidato a sostituire Ferella o Taranta: per gli altri due i giochi almeno formalmente sono ancora da fare. Ne potrebbe beneficiare Forza Italia, che si ritroverebbe un terzo assessore per rinforzare la pattuglia già formata da Maria Luisa Ianni e dal vicesindaco Raffaele Daniele, in quota agli azzurri anche se non designato dal partito. L’ultimo posto disponibile potrebbe essere riservato a un tecnico di fiducia del sindaco. In ogni caso uno dei tre liberi andrebbe occupato da una donna per il rispetto della rappresentanza di genere.
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