Biondi, idea per la giunta Prende quota Tinari

15 Giugno 2017

Il candidato del centrodestra crede nella possibilità di rimontare il meno 11% E sulla sanità chiede l’accesso agli atti del project financing dell’ospedale

L’AQUILA. Il candidato sindaco del centrodestra, Pierluigi Biondi, sta già lavorando alla sua ipotesi di giunta comunale, in caso di recupero di quell’11% di svantaggio dal candidato del centrosinistra, Americo Di Benedetto.
«Sarà una giunta formata da assessori che verranno decisi insieme a tutte le forze della coalizione», afferma Biondi, «e si punterà sui profili più adeguati. I due nomi usciti di Carla Mannetti e Ersilia Lancia, sono nomi di persone di esperienza e utili alla causa, ma tanto quanto gli altri».
Insomma, Mannetti e Lancia sono due nomi spendibili, ma come loro ci sono, ad esempio, quelli di Roberto Tinari (FI), l’avvocato che è stato il secondo dei più votati in assoluto in questo primo turno (704), preceduto solo da Quintino Liris (FI), che lo ha staccato di 142 preferenze.
Per questo sarà una battaglia molto dura quella che Biondi dovrà affrontare, in caso di vittoria, per la composizione della giunta. Perché ci sono anche consiglieri di esperienza che scalpitano, come Vito Colonna (FI), Alessandro Piccinini (primo eletto con 428 voti della lista di FdI), Emanuele Imprudente (primo con Noi Con Salvini, 497 voti). E Luigi Di Luzio, Luigi D’Eramo, sempre Noi Con Salvini. Senza trascurare l’apporto di Roberto Santangelo (471 voti), primo degli eletti di L’Aquila Futura. Intanto Biondi lancia anche accuse al sindaco uscente, Massimo Cialente sull’accesso al voto: «Domenica molte cittadine e cittadini aquilani, soprattutto residenti nelle frazioni, non hanno potuto esprimere il loro diritto di voto a causa delle inefficienze dell'amministrazione comunale di centrosinistra», afferma Biondi. «Ho ricevuto diverse segnalazioni di persone, impossibilitate a raggiungere gli uffici comunali di via Roma per ottenere il rinnovo della tessera elettorale. La responsabilità è completamente del sindaco uscente», punta il dito Biondi, «che esercita le funzioni delegate dal governo e sovrintende ai processi elettorali. In un territorio vasto come quello dell'Aquila l'unico ufficio elettorale aperto è stato quello di via Roma, costringendo chi non poteva andarci, a rinunciare a un diritto garantito dalla Costituzione. Dopo la chiusura della delegazione di Arischia, questo è un ulteriore segnale di come i cittadini che risiedono nei quartieri periferici o nelle frazioni siano stati abbandonati a loro stessi, da questo centrosinistra che sarà finalmente mandato a casa il 25 giugno».
Biondi ha anche presentato alla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila una richiesta di accesso agli atti, tramite un legale, «per conoscere e far conoscere agli aquilani i dettagli del project financing presentato dall'Ati (associazione temporanea di imprese formata da Guerrato e Mancini) per l’ospedale San Salvatore».
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