Biondi: «L’Aquila perde uno dei suoi figli più cari»

6 Gennaio 2021

Capri, presidente degli avvocati: le sue sono state lezioni di vita, resterà un faro Pezzopane: mente aperta come poche. Liris: maestro che ha segnato un’epoca

L’AQUILA. Cordoglio, ma soprattutto riconoscenza e stima che le parole fanno fatica a esprimere appieno. Nei tanti messaggi e ricordi che si susseguono nel giorno del lutto c’è racchiuso tutto quello che «don Attilio» ha rappresentato per la città e per gli aquilani. A partire dai sentimenti espressi dal sindaco Pierluigi Biondi. «Una perdita che colpisce gravemente tutta la nostra comunità», la definisce, «oggi L’Aquila perde uno dei suoi figli più cari». Il primo cittadino sottolinea l’unanime apprezzamento «per le sue doti umane e professionali», ricordando come a Cecchini sia legata la storia del capoluogo d’Abruzzo. Biondi sottolinea il suo ruolo di protagonista, agli inizi degli anni ’90, della «lunga epopea giudiziaria legata agli arresti eccellenti, che colpirono il cuore della politica abruzzese, riportando clamorosi successi nella sua difesa, condotta con formidabile competenza ed eccezionale intuito». Il sindaco cita anche il processo Perruzza, per il delitto di Balsorano, e dopo il sisma 2009 quello sulla commissione Grandi rischi e come difensore di parte civile nel procedimento per il crollo della Casa dello Studente. «Attilio Cecchini, tuttavia, non è stato solo un grande avvocato», conclude Biondi, «ma anche un valente giornalista, firma di autorevoli organi d’informazione, distinguendosi per analisi di grande coraggio e intelligenza politica».
È legato ad aspetti personali il ricordo del presidente dell’Ordine degli avvocati Maurizio Capri. «Conoscevo don Attilio da sempre, era amico di mio padre», racconta, «ho costantemente sentito la sua vicinanza». Cecchini per un biennio è stato anche alla guida dell’Ordine forense aquilano. «I suoi consigli sono stati per me preziosissimi», rivela Capri, «mi suggeriva ad esempio di mitigare il carattere impulsivo perché nel ruolo istituzionale non puoi sempre dire quello che pensi, ma non devi mai abbassare la testa». Il presidente racconta anche di qualche divergenza. «In alcuni momenti, per altro rarissimi, tra noi emergeva qualche differenza di vedute in particolare sul rapporto tra avvocatura e magistratura». Capri non scorderà l’intervento di Cecchini in occasione della cerimonia in cui, due anni fa, gli fu conferita la “toga di platino”. «Le sue sono state lezioni di vita», conclude, «è una personalità che va oltre l’avvocatura: è stato un faro e resterà nella storia della città».
Anche per l’avvocato Riccardo Lopardi la memoria di Cecchini si concentra su episodi recenti. «Forse l’ultima telefonata professionale l’ha fatta con me commentando a novembre la vittoria in Cassazione della causa sulla eredita contesa (caso Millimaggi, ndr): poi l’ho sentito a dicembre e non stava molto bene», afferma, «si chiude un’era professionale: Attilio mi disse che proveniva da una costola di don Emidio mio nonno perché era allievo di Carlo Rossi, padre di Francesco e Stefano Rossi che a sua volta fu allievo, appunto, di Emidio Lopardi». Innumerevoli anche i pensieri affidati ai social da colleghi più giovani, come quello di Fabiana Gubitosi che ricorda Cecchini come fonte d’insegnamento e di ispirazione.
Per la deputata del Pd Stefania Pezzopane «La sua morte ci priva di una mente aperta come poche, una figura di grande autorevolezza, una persona unica. Lo ricordo con emozione in una delle ultime occasioni pubbliche all’Emiciclio con l’Ordine degli Avvocati di cui era un decano ed un leader». La deputata Dem evidenzia «con grande ammirazione» anche l’impegno politico di Cecchini: «Fu espressione di un autentico ed appassionato civismo in una fase di difficile passaggio tra la prima e la seconda repubblica». Lo definisce «un maestro» l’assessore regionale Guido Liris, «un uomo dalle doti umane e professionali fuori dall'ordinario, uno strenuo difensore dell'aquilanità, nella sua accezione più positiva: una figura di rilievo assoluto che ha segnato un'intera epoca». (g.d.m.)
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