Biondi licenzia l’assessore alle Finanze

8 Dicembre 2018

Il sindaco: «La Di Stefano non mi ha difeso contro Martino». E Il deputato replica: «Il primo cittadino è uno squadrista»

L’AQUILA. Trema il centrodestra aquilano, e non solo. Si apre uno scenario da brividi per l’amministrazione cittadina, dopo lo strappo consumato ieri tra il sindaco Pierluigi Biondi e la feroce reazione (verbale) del deputato e commissario comunale di Forza Italia, Antonio Martino, dovuto al ritiro delle deleghe all’assessore azzurra Annalisa Di Stefano.
Biondi ha ritirato le deleghe all’assessore dopo la conferenza stampa dello stesso Martino, che aveva definito il percorso di Biondi «psichedelico». «L’ex assessore (Di Stefano) ha preso parte a una conferenza stampa in cui il mio percorso politico è stato definito “psichedelico” e si ipotizzava il venir meno di un rapporto di fiducia nei miei confronti in caso di ritorno alle urne, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato sulla cosiddetta anatra zoppa». Sentenza, tra l’altro, slittata a fine anno. Martino aveva detto che in caso di anatra zoppa, quindi di ritorno alle urne, il candidato sindaco sarebbe stato l’attuale vice (e amico per la pelle di Biondi), Guido Liris.
«Dopo quanto accaduto mi sembra che il partito abbia fatto bene a nominare me come commissario», ha detto ieri Martino. «Se non c’è un atto immediato di scuse e di restituzione delle deleghe al nostro bravo assessore», ha detto, «Fratelli d’Italia è fuori dall’alleanza in Abruzzo (vedi l’articolo che approfondisce questo aspetto alle pagine 2 e 3), non certo per responsabilità del partito della Meloni, ma per il comportamento infantile, squadrista e irresponsabile di un sindaco che dovrebbe rappresentare la classe dirigente di una città come L’Aquila, che invece pensa a progettare da tempo la fuga dall’amministrazione comunale per approdare in Regione solo per avere stipendi e indennità più alte», ha precisato Martino.
«Biondi deve tornare a fare l’impiegato nel comune di Ocre. Prima di essere candidato sindaco, era un dirigente di Casapound», ha concluso il deputato.
Una situazione che potrebbe innescare una bomba in FI, con il vice sindaco che, già in rotta di collisione, potrebbe ora allontanarsi definitivamente dagli azzurri. E anche lo stesso presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, presente alla conferenza stampa “incriminata” di Martino, non ha preso le distanze. E nessuno del gruppo di FI in Comune, ieri lo ha fatto. Il sindaco, a Matera per l’inaugurazione del presepe dedicato all’Aquila, tornerà domani. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma dagli ambienti di FdI giungono voci che non chiederà scusa. Spenti anche i telefoni dell’ex assessore Di Stefano e di Tinari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA