Biondi: negativi i 1.500 test per gli operai nei cantieri

14 Maggio 2020

Le ditte edili chiedono un contributo aggiuntivo per i costi dell’emergenza Covid  Mari Fiamma (Api): «I subappaltatori e le piccole imprese sono in affanno»

L’AQUILA. Le imprese edili stanno sostenendo costi importanti per mettere in sicurezza sanitaria i cantieri. Fino a 200-300 euro al giorno ad operaio, considerando la spesa per i tamponi obbligatori, disposti dal Comune dell’Aquila, l’acquisto di tutti di dispositivi di protezione individuale, l’allestimento delle mense interne, le misure per il distanziamento sociale, compreso il trasporto di massimo tre lavoratori nello stesso furgone, e molte altre voci. In qualche modo, va trovata una forma di ristoro o con un emendamento al “decreto rilancio”, che preveda un contributo aggiuntivo alle imprese impegnate nella ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma 2009, per sostenere i maggiori oneri legati all’emergenza Covid-19, o richiedendo, attraverso la Struttura tecnica di missione, il riconoscimento di un indennizzo, in considerazione della particolarità della situazione aquilana e dei territori terremotati, in cui è concentrata una quantità di cantieri anomala rispetto al contesto italiano. Solo all’Aquila, al momento, ne sono attivi 560. Queste le risultanze dell’incontro di ieri, all’Ance, che ha visto la partecipazione del sindaco Pierluigi Biondi, dell’assessore alla ricostruzione Vittorio Fabrizi, delle associazioni di categoria e dell’Usra. «Il Comune è pronto a fare la sua parte», ha dichiarato Biondi, convinto che «L’Aquila può essere un esempio per il Paese non solo per il livello di sicurezza e la qualità della ricostruzione post-sisma, ma anche per le buoni prassi attuate sui luoghi di lavoro a tutela della salute pubblica». Quanto alla dibattuta ordinanza sindacale del 30 aprile scorso, che ha reso obbligatori i tamponi per le maestranze entro 14 giorni dalla riapertura dei cantieri, il sindaco ha dichiarato che «ogni atto è perfettibile, tanto è vero che è stato integrato con un addendum concordato con gli ordini professionali. Compito del sindaco è di tutelare la salute dei miei concittadini. Il provvedimento con cui si dispone l’obbligo di tamponi per coloro che operano nei cantieri non deroga a leggi sovraordinate ed è coerente con la normativa di riferimento». Finora sono stati effettuati 1.500 tamponi, tutti negativi. I test vengono eseguiti nella struttura mobile approntata a Collemaggio dall’Ance e nella sede della Cna, grazie a un accordo tra l’associazione artigiani e l’Api. Anche di fronte alla richieste pressanti del mondo imprenditoriale, Biondi è stato chiaro: «Sui tamponi non si torna indietro, ma l’amministrazione è pronta ad ascoltare contributi e proposte costruttivi per proseguire nell’azione di sostegno al tessuto economico-produttivo». «È necessario che alle imprese vengano riconosciuti i costi aggiuntivi che stanno sostenendo», dice Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale Api. «Subappaltatori e piccole imprese non hanno la forza per sostenere spese così rilevanti».
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