Biondi: nel 2020 nuove risorse oppure la ricostruzione si ferma

Il primo cittadino ha indicato a Conte le priorità per continuare il rilancio della città per il nuovo anno «Bisogna proseguire la compensazione tra le maggiori uscite e minori entrate dovute al sisma»
L’AQUILA. Il personale Ripam (Riqualificazione pubblica amministrazione), per il quale si deve ancora trovare una soluzione alla precarietà, con i lavoratori che da 10 anni vivono una situazione di incertezza, per non parlare della formazione professionale acquisita in questi anni. La scadenza dei fondi della tabella E della legge di Stabilità del 2015, per la quale il Governo deve impegnarsi a concedere ancora aiuti economici ai territori colpiti dal terremoto del 2009. Individuare una soluzione definitiva per la vicenda delle tessa da restituire. E, inoltre, l’anno che si appresta a entrare rappresenta anche il termine di scadenza dei fondi Restart.
I PUNTI SALIENTI. Sono i punti salienti e le priorità indicate dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, nella nota inviata al premier, Giuseppe Conte, nella quale il primo cittadino ha anche informato il capo del Governo dell'approvazione del Bilancio di previsione da parte del consiglio comunale dell’Aquila entro il 31 dicembre – data ultima prevista dalla legge, pena lo scioglimento dell’assise civica –, sollecitando, «in virtù dell’importante risultato, una maggiore attenzione da parte dell'esecutivo centrale».
PRIMA VOLTA IN 25 ANNI. «Per la prima volta, negli ultimi 25 anni, il consiglio comunale ha dato il via libera al bilancio entro i termini previsti dalla legge, grazie a buona amministrazione e al senso di responsabilità. Poter impegnare dall’1 gennaio 2020 le risorse disponibili, vuol dire non andare “in dodicesimi” e velocizzare processi che incidono sui destini di una comunità, in primis quelli di rinascita e ripresa post sisma», afferma il sindaco Biondi, spiegando il significato della nota inviata al premier Conte.
MENO ENTRATE. «Un traguardo reso possibile anche dallo stanziamento pluriennale delle risorse per la compensazione delle maggiori uscite e delle minori entrate per le casse comunali, a seguito del sisma del 2009. Abbiamo dimostrato, insomma, che L'Aquila non chiede solamente di essere sostenuta, ma che, quando è messa nelle condizioni di agire, sa fornire risposte concrete e assume i contorni di un modello a cui il Paese e gli italiani possono guardare con orgoglio. Per questo è ancora grande l'amarezza per l'approvazione di un insufficiente Decreto sisma, per il quale pure ho notato inspiegabili e ingiustificati trionfalismi, in cui non vi è traccia delle semplificazioni richieste o delle norme per il personale che da 10 anni vive in condizioni di incertezza rispetto al proprio futuro lavorativo».
SCADENZE PESANTI. «Approvare lo strumento finanziario entro dicembre», sostiene il primo cittadino, «è determinante per affrontare, con fiducia e senza affanni, il prossimo anno. Nel 2020 scadranno i fondi della tabella E della legge di Stabilità del 2015 e il Governo dovrà impegnarsi a sostenere ancora i territori colpiti dal terremoto del 2009 o, altrimenti, il blocco della ricostruzione, pubblica e privata, sarà inevitabile. Allo stesso modo», sotolinea Biondi, «dovrà essere individuata una soluzione definitiva per la vicenda tasse, che riguarda decine di imprese e centinaia di famiglie. Nel 2020 termineranno anche i finanziamenti del programma Restart, nel cui ampio raggio d’azione sono compresi, insieme a ricerca, sviluppo e sostegno alle attività produttive, pure i fondi per le Istituzioni culturali, per la ciclovia, la mobilità elettrica e i 9 milioni per lo sviluppo del Gran Sasso, che ancora non vengono licenziati dal Comitato d’indirizzo che da un anno non si riunisce».
PIÙ ATTENZIONE. «Il voto al bilancio non è stato un caso», conclude il sindaco, «ma un esempio di come questa amministrazione sia in grado di affrontare, risolvere e superare le complessità. Nonostante disattenzioni e mancato ascolto di un bisogno corale e manifestato in tutte le sedi istituzionali negli ultimi due anni e mezzo».
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