Biondi omaggia il professor Splendiani

Il sindaco: «Uomo in prima fila nell’aiutare il prossimo». Funerali domani alle 11 a Collemaggio
L’AQUILA. Un dolore corale per la morte del professor Giorgio Splendiani, scomparso mercoledì sera a 88 anni. È stato un luminare nel campo della medicina, professore emerito di nefrologia all’Università di Tor Vergata a Roma, ha partecipato attivamente al primo prelievo di rene per trapianto nel 1966, ha attivato il primo servizio di nefrologia e dialisi in Abruzzo nel 1969, ha redatto il primo Piano regionale per dialisi e trapianto in Abruzzo nel 1974. Insieme ai colleghi Paride Stefanini e Carlo Umberto Casciani ha rivoluzionato le cure nefrodialitiche. I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella basilica di Collemaggio. In queste ore, in tantissimi si stanno stringendo alla famiglia, alla moglie Maria Sofia Giordano e ai figli Francesco, Roberto, Nicola, Alessandra e Gemma. «Ciao papà. Sarai sempre nei nostri cuori. Hai avuto una vita meravigliosa. Proteggici e guidaci», scrive il figlio Roberto, informando che la camera ardente è stata allestita in via Capocroce. Esprime cordoglio, a nome della municipalità e personale, il sindaco Pierluigi Biondi: «Pilastro della sanità aquilana e del nostro ateneo, per la cui crescita ha operato incessantemente nel corso della sua vita professionale e lavorativa, accompagnata da una grandi umanità e passione. Sentimenti che lo hanno contraddistinto anche nei momenti più complessi della nostra comunità, come all’indomani del sisma in cui fu impegnato in prima persona per contribuire alla ripresa delle attività universitarie della facoltà di Ingegneria e a sostegno agli sfollati in qualità di governatore del distretto Rotary dell’Aquila. Ai familiari tutti, ai colleghi e ai tanti studenti che hanno avuto il privilegio di poter crescere attraverso i suoi insegnamenti giungano sincere condoglianze». Commosso il senatore Guido Liris: «Mi unisco al sentimento di profonda tristezza dei suoi familiari e dei tanti che, come me, hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo. Tra gli altri numerosi impegni che lo hanno sempre visto in prima fila nell’aiutare il prossimo, mi piace ricordare la mobilitazione con cui il Rotary, di cui era governatore, all’indomani del 6 aprile 2009 si prodigò a favore della comunità così duramente colpita da quella tragedia», aggiunge Liris, «dapprima inviando tende attrezzate per le famiglie e persino per gli allevatori che non potevano abbandonare i propri capi di bestiame, e poi promuovendo una raccolta fondi a favore della ricostruzione delle sedi universitarie. Ma al suo nome», ricorda Liris, «sono legati anche importanti progressi nel campo della medicina, come il primo prelievo di rene per trapianto, con cui ha contribuito a portare alto il nome della sua L’Aquila».

