Biondi parla al decennale di Fratelli d’Italia

Dal palco romano della festa del partito il primo cittadino ha spiegato il suo modello “L’Aquila”
L’AQUILA. L’analisi di una vittoria. È quella che il sindaco Pierluigi Biondi ha fatto ieri pomeriggio dal palco romano della festa del decennale di Fratelli d’Italia, invitato a parlare anche e soprattutto per mostrare il modello “L’Aquila” – ossia la sua vittoria alle ultime due elezioni comunali – ai colleghi del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del governatore abruzzese Marco Marsilio, anche lui presente insieme ad altri dirigenti ed esponenti di primo piano.
Dopo aver esaltato la militanza nel partito degli uomini e della donne di Fratelli d’Italia, rispondendo a una domanda, il primo cittadino ha infatti spiegato: «Cinque anni fa c’erano molte ferite da sanare e alcune di queste lo sono ancora oggi. La chiave di volta, al centro della campagna elettorale e del nostro impegno, è stata quella di mostrare come un’amministrazione di centrodestra a guida Fratelli d’Italia potesse dare vita a un vero cambiamento». Quindi ancora nella sua analisi, parlando degli sfidanti: «Il centrosinistra si era “adagiato” sul terremoto limitandosi a gestire i processi post-sisma senza incidere con politiche prospettiche per il territorio, nonostante le ingenti risorse riversate sulla città dell’Aquila. Noi abbiamo immaginato un sogno, prospettato una visione per cambiare le cose anche sotto il profilo culturale, attuando anche politiche che nell’immaginario collettivo appartengono al centrosinistra. Per la prima volta nella sua storia il capoluogo d’Abruzzo può contare sulla figura del “Disabilty manager” e oggi è dotato di un Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, abbiamo assegnato alloggi sulla base dell’anzianità di residenza in città e investito risorse molto importanti nella rigenerazione urbana e sui giovani». Poi ancora Biondi dal palco di piazza del Popolo a Roma: «Abbiamo, infine, dimostrato come L’Aquila e la sua amministrazione di centrodestra a guida FdI siano accoglienti nel significato più corretto del termine: la prossima settimana lasceranno la nostra terra i componenti dell’ultima delle famiglie provenienti dall’Afghanistan ospitate a spese del Comune. L’ente, nell’ambito del suo patrimonio immobiliare, nel periodo di massimo afflusso ha dato rifugio a circa 120 persone in fuga dagli orrori della guerra in Ucraina e del regime talebano che avevano diritto a una giusta accoglienza».(l.t.)

