Biondi: «Recupereremo l’elettorato moderato»

De Matteis: finalmente una compagine unita su un unico candidato forte Mannetti: di fatto siamo fermi alla programmazione fatta da Bertolaso
L’AQUILA. Ci sono voluti 15 anni a Pierluigi Biondi per rimettere insieme le varie anime del centrodestra, che scommette sul giovane e già ex sindaco di Villa Sant’Angelo per riprendersi la città, da dieci anni roccaforte del centrosinistra. E non sono escluse eventuali sorprese dell’ultima ora, almeno a giudicare da una dichiarazione gettata lì da Biondi, che sorridendo, ha parlato di un «riequilibrio al centro della coalizione, riportando a casa quel paio di migliaia di voti», di quella parte di elettorato moderato che altrimenti potrebbe convergere su Di Benedetto.
«La candidatura di Biondi», ha detto ieri Giorgio De Matteis, «sin dall’inizio è stata un punto di riferimento. Finalmente si ha una compagine unita su un unico candidato forte. Si sta lavorando, e qualche sorpresa ci sarà nell’organizzazione delle liste. Siamo di fronte a una grande opportunità per dare un segnale di svolta alla città che soffre da 10 anni. “L’Aquila città aperta” aderisce convintamente alla sua candidatura, la migliore possibile. Sperando che stavolta la città comprenda quanto sia necessario il cambiamento».
De Matteis ha ringraziato Michele Malafoglia, coordinatore di Fratelli d’Italia, «per la correttezza dimostrata. Siamo stati inascoltati per 5 anni», ha aggiunto, «ma ora ci sono le condizioni per dare una svolta attraverso alcuni punti importanti che sono il lavoro, gli investimenti per creare occupazione, la ricostruzione economica della città a cominciare da quei 200 milioni, vale a dire il 4% dei fondi per la ricostruzione, dai quali vogliamo ripartire per creare start up per i giovani, diminuire le tasse su chi investe sui giovani. Molti hanno riso quando si parlò di zona franca, ma 81 milioni sono stati trasferiti a 3.900 piccole aziende di questo territorio per l’abbattimento dei costi dovuti alle assunzioni. Il dramma è che dopo i primi tre anni nessuno di questa amministrazione ha chiesto la prosecuzione per altri tre anni. Di Benedetto, per quanto ci riguarda, può continuare il suo mandato alla Gsa». Nel programma, ha detto Carla Mannetti, i punti sui quali soffermarsi in maniera più puntuale saranno i trasporti, la viabilità e l’urbanistica. «A parole», ha aggiunto, «sono stati elaborati tanti documenti, ma di fatto siamo fermi alla programmazione fatta da Bertolaso. Ritengo che il nuovo sindaco debba soffermarsi su come ridare vivibilità alla città, migliorandone la rete infrastrutturale, e facendo anche ipotesi su una fusione dell’Ama con la Tua o con il Centro turistico del Gran Sasso, che gestisce il trasporto a fune. Secondo Biondi, in tutti questi anni, è mancata una strategia complessiva per la rinascita città dell’Aquila. «Abbiamo assistito solo a interventi spot. Bene l’asse centrale», ha aggiunto, «perché è stato sancito un principio, solo che poi non sono state stabilite le regole, e ora ci ritroviamo con una ricostruzione a macchia di leopardo che per colpa dei ritardi di qualche aggregato del centro rischiamo di portarci dietro per i prossimi 10 anni». Per L’Aquila, secondo Biondi, servono politiche in grado di riportarla al centro delle politiche nazionali. E circa l’ambiente, propone una riperimetrazione» a saldo zero delle aree protette, prevedendo la possibilità di investimenti nelle aree antropizzate.
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