Biondi riporta il crocifisso in aula

15 Luglio 2017

Mossa a sorpresa del sindaco: ripristinata la sacra immagine nella seduta d’esordio Che si svolge secondo copione: Tinari eletto presidente dell’assemblea, si commuove

L’AQUILA. «Era meglio se sto’ consiglio lo facevano allo stadio...». Così ha detto qualcuno nell’aula Tullio de Rubeis, che inizialmente non è riuscita a contenere la folla che ha voluto assistere all’insediamento del primo consiglio comunale e della nuova amministrazione di centrodestra guidata da Pierluigi Biondi. Tra loro il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, e quello di Fratelli d'Italia, Etel Sigismondi, il coordinatore provinciale di Alleanza Popolare, Massimo Verrecchia, e quello comunale degli azzurri, Stefano Morelli, e dell'Udc, Luciano Bontempo. E poi gli ex assessori Pietro Di Stefano e Maurizio Capri.
Presenti tra il pubblico anche il padre del sindaco, Pietro Biondi, molto emozionato, e la moglie del sindaco, Elisa Marulli, con la loro figlia, la piccola Nina Isabella. Emozionatissimo anche Giancarlo Vicini. La figlia Elisabetta, 40 anni, avvocato, siede tra i banchi dell’opposizione. «Sono commosso. Ho fatto consigliere e assessore per anni e ora vedere mia figlia lì mi emoziona».
I TRE GABBIANI. Non poteva essere altrimenti. I “Tre Gabbiani”, chiamati così per l’amicizia che li lega dall’adolescenza nel Fronte della Gioventù dove, appunto, erano inseparabili tra loro ma “separati” in casa dal resto del gruppo e dai violenti, non potevano che sedere uno accanto all’altro in consiglio: in mezzo il sindaco Biondi, alla sua destra il vice Guido Liris e alla sua sinistra l’assessore Alessandro Piccinini.
IL CROCIFISSO. «Sono venuto a portare discordia...», dice Gesù Cristo nel Vangelo. La prima mossa del nuovo sindaco è stata quella di far rimettere il crocifisso al suo posto: sulla parete al centro dell’aula consiliare. Il simbolo sacro era stato tolto dall’amministrazione di centrosinistra guidata da Massimo Cialente. Poi, tutto secondo il cerimoniale: la seduta è stata aperta dal consigliere anziano, Emanuela Iorio che, con l’aiutino del segretario generale Carlo Pirozzolo, ha diretto l’assemblea civica – e anche il folto e molto rumoroso pubblico – fino all’elezione del presidente del consiglio, Roberto Tinari, di Forza Italia, che alla terza votazione ha raccolto più del dovuto: 21 preferenze (il minimo era 17). Vice eletti Ersilia Lancia e Angelo Mancini.
VOLTI GIOVANI. È lui il più giovane: Francesco De Santis, 20 anni. E forse è anche il più giovane consigliere comunale mai seduto nell’assise civica. De Santis è uno dei “rientrati” con lo slittamento di altri consiglieri chiamati al ruolo di assessori, come Emanuele Imprudente e Luigi D’Eramo. E FI ha scelto come capogruppo il più giovane, Roberto Junior Silveri.
OPPOSIZIONE NUOVA. Il colpo d’occhio si ferma, oltre sui banchi della maggioranza di centrodestra, anche sui 12 scranni dell’opposizione: non c’è neppure un cialentiano. Facevano opposizione nella maggioranza di Cialente. Come Lelio De Santis, Angelo Mancini. E lo stesso candidato sindaco sconfitto, Americo Di Benedetto, nel suo breve saluto ha sottolineato il «ruolo di controllo e garanzia», da parte dell’opposizione, ma anche che «nella sconfitta esce il vero carattere delle persone» (il riferimento è proprio a Cialente?). E poi Carla Cimoroni, che nel suo ruolo ora sostituisce Vincenzo Vittorini, ed Ettore Di Cesare (presenti e abbracciati ieri in aula, tra il pubblico, ma vicino alla Cimoroni, che ha ricordato il manifesto appeso sui banchi con su scritto “Verità per la strage dell’Aquila del 6 Aprile 2009 ore 3.32” e ricordando l’importanza della «giornata della memoria» per le vittime del sisma.
LE LACRIME DI TINARI... Il presidente del consiglio comunale si è commosso quando ha detto di «dare voce agli ultimi della città, a chi non ce l'ha. Non occorrono superuomini, ma persone normali». E poi un «augurio particolare alle donne». Emozionante il ricordo di Tinari per Italo Grossi, Claudio Porto e Stefano Vittorini».
...E QUELLE DI BIONDI. Il sindaco Pierluigi Biondi ha citato Ezra Pound presentandosi alla città («il tempio è sacro perché non è in vendita» e per tempio s’intende il Comune come «la casa di tutti i cittadini e mai di qualcuno in particolare. Un tempio civile»), dopo avere prestato il giuramento, alle 11.30.
Pronunciando il suo primo discorso ufficiale, si è commosso in alcuni passaggi («terremo conto di quelli che non ce la fanno e che devono trovare in noi motivi di giustizia. I forti si garantiscono da soli, ai deboli dobbiamo pensare noi. Lavorerò con trasparenza e onestà»).
PIETRUCCI: AUGURI! Il consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci, ha fatto gli auguri a maggioranza e opposizione. «L’Aquila cresce solo assieme al suo territorio».
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