Biondi tiene la Lega al palo Altro rinvio per la giunta

Il sindaco fa slittare ancora i decreti per il reintegro dei tre assessori sospesi Attesa del Carroccio in silenzio, dopo la riconciliazione in consiglio comunale
L’AQUILA . La Lega resta al palo. Anche il giorno successivo al consiglio comunale della riconciliazione con il sindaco Pierluigi Biondi è passato senza l’atteso rientro del Carroccio in giunta. Le indiscrezioni del pomeriggio davano per imminente la firma dei decreti che avrebbero riattribuito le deleghe a Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio, ma fino alla tarda serata di ieri non se n’è fatto nulla.
Il sindaco, evidentemente, ha voluto ancora pensarci su, nonostante il pieno sostegno ricevuto dai salviniani nell’ultima seduta consiliare. Dopo l’ennesimo strappo, consumato a fine anno con l’abbandono del consiglio da parte dei rappresentanti della Lega che aveva determinato la mancanza del numero legale, martedì il centrodestra ha ritrovato l’unità. Sebbene in un clima di freddezza, sottolineato dal silenzio del Carroccio, che si è limitato ad approvare senza battere ciglio le delibere su cui aveva espresso riserve venti giorni prima, la coalizione è tornata a mostrare compattezza. Per l’opposizione si è trattato di una «prova d’amore» che Biondi ha preteso dai leghisti, all’esito della quale il sindaco avrebbe annunciato il reintegro dei tre assessori sospesi a metà luglio. Invece niente, il consiglio è terminato così come era stato aperto: con la Lega fuori dalla giunta. Le aspettative dei salviniani, dunque, si sono concentrare giocoforza sulla giornata di ieri. L’annuncio, però, non è arrivato e la crisi in Comune ha aggiunto altre 24 ore al suo lungo decorso. Eppure l’accordo è dato per fatto dalla settimana scorsa. Biondi, per la verità, non ha ottenuto le scuse pubbliche poste come condizione per procedere alla piena riammissione in giunta della rappresentanza leghista. Il riallineamento delle posizioni in consiglio, però, sarebbe dovuto bastare a sancire la ritrovata armonia. A questo punto, dunque, il Carroccio non azzarda altre previsioni, anche se fa filtrare insofferenza per la prolungata attesa cui è costretto e che non sarebbe disposto a sopportare sine die. Il pallino ce lo ha in mano Biondi, ma l’intesa siglata è frutto di una mediazione che ha impegnato il centrodestra anche a livello regionale e dunque non può essere disattesa o lasciata a macerare a piacimento. Con il fiato sospeso restano anche i tre assessori che attendono da un momento all’altro la chiamata al rientro nell’esercizio delle loro funzioni. Nessuno parla, ovviamente, tutti ostentano serenità e fiducia nella decisione del primo cittadino, ma i ripetuti rinvii logorano e a lungo andare rendono irreparabili le fratture.
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