Biondi: troppe forzature nelle riserve dei sottoservizi

Il candidato sindaco del centrodestra: una cosa singolare e così grossa a ridosso delle elezioni è stata chiusa in tempi rapidi e non è neppure passata per il consiglio di amministrazione
L’AQUILA. Una partita da 740mila euro che viene liquidata nel giro di tre mesi, una velocità «sospetta» quella che ha portato a termine una transazione relativa alla concessione di riserve – pagamento di spese impreviste – alle società realizzatrici dei sottoservizi all'Aquila. A dirlo è il candidato sindaco di centrodestra Pierluigi Biondi, che ha ricostruito, carte alla mano, il percorso che ha portato la Gsa a concedere una somma per spese impreviste emerse e sostenute nel corso dell'esecuzione dell'opera, che, ha rimarcato Biondi, sono fondi pubblici provenienti da quelli stanziati per la ricostruzione post-sisma. Per Biondi «la cosa curiosa è che tali risorse aggiuntive siano state già richieste e concesse quando l’appalto è ancora in corso, a poco più di metà dell’opera, ed è impossibile fare un bilancio definitivo dei problemi di cantiere e delle cause».
I lavori sono infatti al 55% della conclusione (sono 13 i chilometri dello smart tunnel sotterraneo, che dovrà raccogliere le reti elettrica, idrica, fognaria, telefonica e internet ad alta velocità). Biondi fa notare anche un'altra anomalia: «Come mai il direttore dei lavori ha bocciato integralmente le riserve e nello stesso giorno, il 26 aprile, il rup le ha ritenute ammissibili? Inoltre», aggiunge Biondi, «ci chiediamo perché non si sia aspettato di vedere quantificata in maniera esatta la riserva numero 8». Riserva che riguarda una serie di voci, tra cui spese per il coordinatore generale, per il direttore di cantiere, per il tecnico contabile, per il responsabile della gestione delle interferenze e così via. Tutte spese dell'ordine di qualche migliaio di euro al mese. «Domande che restano appese, perché la Gsa non chiarisce ed è singolare che una cosa così importante a ridosso delle elezioni venga chiusa in tempi così brevi», dice Biondi.
Colpa del candidato sindaco di centrosinistra Americo Di Benedetto, presidente della Gsa? «No, perché gli atti non passano attraverso il cda. Ma la Gsa è una partecipata che sta gestendo lavori finanziati con soldi pubblici. E non è un segreto che il procuratore speciale dell'Ati è l'ex presidente dei costruttori, Gianni Frattale», sottolinea Biondi, che più volte ha rimarcato che Frattale è uno dei sostenitori di Di Benedetto. «Come minimo chiediamo un'attenzione in più, anche da parte dell'amministrazione comunale», conclude Biondi.
Una risposta è arrivata da Di Benedetto: «Premetto che non c’entro nulla perché è un problema di dirigenti e non del cda, dico solo che eravamo partiti da una richiesta di riserve di 7 milioni di euro e siamo arrivati a 750 mila. Mi sembra un buon risultato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

