Biondi: «Urgente intervenire per salvare le mura storiche»

2 Aprile 2022

Appello alla Soprintendenza all’indomani del crollo che ha causato la chiusura di viale Ovidio «I lavori di restauro devono essere affidati con la massima urgenza, adottate misure speciali»

L’AQUILA. «Bisogna fare presto e per questo abbiamo adottato una serie di misure volte ad accelerare i tempi».
Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi spiega le strategie che saranno adottate per arrivare prima possibile alla riparazione del tratto delle mura crollate in viale Ovidio, crollo che ha costretto la chiusura della strada utilizzata come parcheggio per i residenti e per gli utenti diretti in centro storico.
Subito dopo il crollo, c’è stata infatti una riunione tra gli enti interessati, il Segretariato del ministero della Cultura, che ha in carico il tratto di mura sul quale si stavano facendo dei lavori, l’Usra, l’ufficio speciale della ricostruzione, e il Comune dell’'Aquila.
«In quel tratto di mura storiche», aggiunge il primo cittadino, «c'era un quadro fessurativo che era già stato monitorato». Il crollo, improvviso, potrebbe essere stato causato dalla pioggia, o dal peso degli interventi che erano in corso nell’area del “torrino”. «C’era già un accordo con il Segretariato regionale, e quindi abbiamo confermato che l’Usra si occuperà di trovare il Rup, il responsabile del procedimento, che dovrà occuparsi della ricognizione del tratto di mura tra viale Ovidio e il monastero di San Basilio e programmare quindi i lavori. Penso sia opportuno agire affidando i lavori con le regole della massima urgenza», spiega ancora Biondi. Al momento viale Ovidio è stato infatti chiuso al traffico veicolare con barriere di cemento.
Resta possibile solo il passaggio dei pedoni, a cui è stato riservato uno spazio sul marciapiede sulla parte opposta dell’area delcrollo, davanti a uno degli ingressi del circolo tennis intitolato a Peppe Verna.
Anni fa, la Soprintendenza si era già occupata dei lavori di parte delle mura dell’Aquila. In quell’occasione furono di fatto rimosse tutte le pietre superficiali, sostituendole con altre nuove sagomate a mano, una per una, dagli operai.
Una volta rimontate le pietre, le mura sono state poi consolidate con iniezioni di cemento ad alta pressione. La Soprintendenza, all’epoca, rimosse anche gli alberi che erano cresciuti a dismisura e risultavano troppo vicini alle mura. A parte qualche caso sporadico, con il terremoto del 2009 le mura urbiche così trattate non avevano riportato danni.
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