Biondi vara la sua giunta: «Noi non siamo in vendita»

Il sindaco apre il secondo mandato con un richiamo etico. Santangelo presidente
L’AQUILA. Se 5 anni fa, dopo l’inattesa vittoria al ballottaggio, fu il sindaco Pierluigi Biondi a doversi mettere al “servizio” della sua fragile e litigiosa maggioranza oggi è lui, Biondi, a essere il “dominus” quasi assoluto del consiglio comunale. La seduta inaugurale dell’assise municipale, all’Emiciclo, è stata la prova lampante che il primo cittadino dispone di un consenso tanto ampio che “affascina” persino una parte dell’opposizione. Le punture di spillo che gli sono arrivate dai rappresentanti della lista “L’Aquila al centro” (alleata di Biondi il 12 giugno) che parla di un esecutivo «troppo spostato a destra» sono passate quasi inosservate. Non è passato inosservato invece il “tuffo” che il sindaco, poco prima dell’avvio della seduta, ha fatto fra i banchi della minoranza dove si sono sprecate pacche sulle spalle e strette di mano. Oggi, politicamente, Biondi è un uomo “forte” e anche per questo “osannato”. Seduti tra i banchi del pubblico gli uomini di maggior spicco a livello regionale di Fratelli d’Italia (Marco Marsilio, Guido Liris, Etel Sigismondi) e della Lega (Luigi D’Eramo ed Emanuele Imprudente). Non si è percepito fino in fondo se fossero lì per acclamare o per sorvegliare. Magari per tutte e due le cose. Biondi è stato l’ultimo a parlare dopo alcuni interventi da una parte e dall’altra di cui si poteva fare a meno.
IL MESSAGGIO
Il “colpo a effetto” il sindaco l’ha riservato agli ultimi 20 secondi del suo discorso. Una via di mezzo tra messaggio e avvertimento. Biondi è partito da una citazione (l’aveva fatta anche 5 anni fa) del poeta Ezra Pound: “Il tempio è sacro perché non è in vendita. Oggi ribadisco quell’assunto, anche in considerazione del fatto che saremo chiamati a gestire una mole importante di risorse. Il tempio continuerà a essere sacro e nessuno di noi sarà in vendita». Richiamo etico che potrebbe sembrare scontato ma che è suonato come uno “stop” a chi pensa, dopo il voto, di passare all’incasso, che siano nomine di favore o altro.
SANTANGELO
Il consiglio comunale – dopo il saluto istituzionale del prefetto Cinzia Torraco – in avvio è stato presieduto da Livio Vittorini che non senza emozione ha ricordato suo padre Stefano «che ora mi guarda dall’alto», che ricoprì quel ruolo negli anni di Biagio Tempesta sindaco. Si è passati poi al voto per la presidenza. Alla seconda “chiama”, su Roberto Santangelo (L’Aquila Futura) sono confluiti anche i voti dell’opposizione per cui il più giovane (41 anni) presidente della storia dell’assise civica può vantare anche il fatto di essere stato scelto all’unanimità (33 voti su 33 votanti). Poi sono stati eletti vicepresidenti Daniele Ferella (proprio ieri è diventato papà) per la maggioranza (sarà vicario di Santangelo) ed Emanuela Iorio per la minoranza.
LE OPPOSIZIONI
Per le opposizioni (12 consiglieri) si potrebbe liquidare il tutto con un “non pervenute”. Americo Di Benedetto, ex candidato sindaco con ben oltre il 20% di consensi, è stato molto “ecumenico” come nel suo stile annunciando che, da parte dei suoi consiglieri di riferimento, ci sarà un lavoro costruttivo «per il bene della città» e alla fine ha confermato che si dimetterà per fare spazio a Elia Serpetti, primo dei non eletti di “L’Aquila e frazioni”. Stefania Pezzopane, la grande sconfitta del 12 giugno, pur ribadendo di essere dispiaciuta per il deludente risultato, è apparsa tutt’altro che arrendevole e ha lanciato messaggi più ai “suoi” che alla maggioranza. Citando Paolo Coelho ha detto: «“Un guerriero accetta la sconfitta. Egli è amareggiato dal dolore della perdita e ne soffre. Dopo aver passato tutto ciò, si lecca le ferite e ricomincia tutto di nuovo. Un guerriero sa che la guerra è fatta di molte battaglie: egli va avanti”». Chi nel centrosinistra pensava a un “passo indietro” della combattiva onorevole forse ha sbagliato i conti.
GIANNANGELI
La più incisiva dell’opposizione è apparsa Simona Giannangeli (“L’Aquila coraggiosa”) che ha evitato salamelecchi verso i vincitori e ha criticato la destra per aver inteso il «centro storico come un consumificio e la cultura come puro divertimento».
IL GIURAMENTO
Alle 11,35 il sindaco Biondi ha giurato «di essere fedele alla Repubblica e adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse esclusivo dell’amministrazione, per il pubblico bene». Il sindaco ha poi dato lettura dei nomi degli assessori: Raffaele Daniele (vice), Ersilia Lancia, Vito Colonna, Laura Cucchiarella, Fabrizio Taranta, Francesco De Santis, Roberto Tinari, Manuela Tursini, Paola Giuliani. Per le deleghe “ufficiali” bisogna aspettare ancora un po’.
COMMISSIONE ELETTORALE
Scelta la commissione elettorale: Silvia D’Angelo, Alessandro Maccarone, Massimo Scimia (effettivi); Alessandro Tomassoni, Stefano Flamini e Luigi Faccia (supplenti).
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