Biondi vuole i soldi per il festival: «Al programma pensiamo noi»

Il primo cittadino ha scritto al nuovo ministro per i Beni culturali Franceschini chiedendo la revoca dell’incarico per la manager che aveva invitato Saviano e Zerocalcare. Il finanziamento è a rischio
L’AQUILA. Il sindaco va avanti e dopo le forti polemiche che si sono scatenate sul Festival degli Incontri, per il quale il Mibac ha stanziato un milione di euro (700mila sono riservati per il Festival) e che hanno portato L’Aquila all’attenzione delle cronache nazionali, Pierluigi Biondi chiede al nuovo ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, di azzerare tutto e ricominciare con un nuovo progetto per il Festival degli incontri, previsto dal 10 al 13 ottobre.
LA NOTA AL MINISTRO. «Ho inviato una nota al ministro Franceschini, affinché si proceda alla stipula di un nuovo accordo con il Mibac per riprogrammare i 700 mila euro destinati al Festival degli incontri», afferma il sindaco Biondi, che – senza fare nomi e cognomi – lancia ancora stilettate all’organizzazione dell’evento.
«Non possiamo perdere risorse destinate allo svolgimento di iniziative legate alla commemorazione del Decennale del sisma 2009, per il pressapochismo e il dilettantismo di chi, sino ad oggi, è riuscito a produrre solamente una bolla di sapone», sottolinea Biondi.
NUOVO PROGETTO. «Prima che questa bolla scoppi, è necessario intervenire. E il Comune è disponibile a coordinare le attività di un nuovo progetto, realmente inclusivo e attrattivo per il territorio, attraverso le sue strutture e con la collaborazione delle Istituzioni culturali cittadine, titolari del Fondo unico per lo spettacolo che, peraltro, si sono già dichiarate disponibili».
EVENTO FANTASMA. «A un mese da un evento che non può che definirsi “fantasma”, essendo a tutt’oggi sconosciuti gli appuntamenti in programma, i luoghi degli eventi o le modalità con cui verranno impiegate risorse così cospicue, non si può perdere tempo ed è necessario intervenire con azioni rapide e significative, a partire dall’allontanamento e dalla rimozione della direttrice artistica», conclude il sindaco Biondi. Che in questo caso silura senza mezzi termini Silvia Barbagallo.
Ora la palla passa al Mibac, che deve decidere se andare avanti con il programma della Barbagallo, oppure azzerare tutto, ricominciare da capo e mettere il Festival interamente nelle mani del Comune dell’Aquila – che è già coordinatore e mediatore – e, quindi, del sindaco Pierluigi Biondi.
“O IO O BARBAGALLO”. Ma c’è un problema: il tempo. Quello quello scandito dalle lancette e dal calendario. Se è vero che manca un mese, è altrettanto vero che in caso Biondi dovesse vincere il braccio di ferro con la Barbagallo (è una sorta, a questo punto di “o io o lei”), la data del Festival slitterebbe inesorabilmente in avanti verso la fine dell’anno, tra novembre e dicembre.
L’ISA ANTICIPA. Nel frattempo, però, l’Isa, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, alla quale è stata affidata la gestione dell’evento, ha già anticipato dei soldi – senza avere per il momento nulla in cassa dei 700mila euro che il Mibac deve erogare – mentre, sullo “scandalo” dei 385mila euro per l’”ospitalità artistica”, denunciato dal sindaco Biondi in conferenza stampa, viene precisato che si tratta di soldi che rientrano nel «format del bilancio redatto dal ministero per i Beni culturali, e non sono soldi “per gli alberghi”». Un fatto, però, è certo: il programma presentato finora è un po’ vago, mentre erano stati previsti spettacoli e esibizioni all’interno della basilica di Collemaggio e della chiesa di San Silvestro. Quest’ultima idea, con l’intervento dell’Isa, è abortita e i due edifici religiosi ospiteranno solo concerti di musica sinfonica e musica sacra. Sempre l’Isa, inoltre, ha fatto anche presente all’attuale organizzazione, che per i service L’Aquila ha ottimi professioni e attrezzature di altissimo livello. Il servizio, infatti, sarebbe dovuto arrivare da Roma. Al di là delle polemiche, comunque, c’è il rischio reale, a questo punto, che Franceschini revochi sul serio il finanziamento.
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