Bizzarri: «Siamo stati ostacolati»

30 Maggio 2019

Il presidente del Cus: i campionati universitari rischiavano di saltare

L’AQUILA. «Voglio togliermi un po’ di sassolini dalle scarpe». Il presidente del Cus L’Aquila, Francesco Bizzarri, inizia così la conferenza stampa sul bilancio dei Campionati nazionali universitari, chiusi domenica. Passati di nuovo in rassegna i numeri dell’evento, già divulgati nei giorni scorsi – quasi 4.000 presenze; una ricaduta economica importante sul territorio, con ristoranti e alberghi pieni, da Campo Felice a Fonte Cerreto; un bel ritorno d’immagine per la città nell’anno del decennale – Bizzarri, senza peli sulla lingua, ha imbastito una mini requisitoria contro la solerzia, a suo dire «esagerata» con cui «i vigili del fuoco hanno applicato alcune restrizioni agli impianti designati a ospitare le gare». Dal 31 luglio 2018 si sapeva che i Campionati si sarebbero tenuti all’Aquila. Nonostante, nei mesi scorsi, abbia scritto in più occasioni, i rilievi, che hanno riguardato tutti gli impianti, nessuno escluso, sono arrivati 10 giorni prima dell’inizio della manifestazione».
Un caso emblematico, secondo il presidente del Cus, è quello dello stadio Fattori, chiuso addirittura tre giorni prima dell’inaugurazione dell’evento, per alcuni problemi riscontrati alle torri littorie: «Peccato che in quello stesso stadio il 7 aprile avessero giocato le Belve Neroverdi e che il 17 maggio davanti il Fattori sia passato anche il Giro d’Italia». Ma di esempi ce ne sarebbero, secondo Bizzarri, molti altri: «I vigili avrebbero voluto addirittura che smantellassimo degli spogliatoi a Centi Colella, una struttura in legno frutto di una donazione di 110mila euro elargita dalla Regione Lazio, perché, secondo loro, non era in regola dal punto di vista delle norme antincendio, nonostante le certificazioni rilasciate dalla ditta che l’aveva costruita». Bizzarri ha parlato di «vessazioni subite per tutta la durata della manifestazione, sotto forma di continue richieste e sollecitazioni sulla sicurezza», di una sorta di «eccesso di zelo punitivo dimostrato da alcune istituzioni. Il momento più difficile», ha ricordato il presidente del Cus, in questo braccio di ferro, si è verificato il 30 aprile, a un vertice con l’ex comandante dei vigili del fuoco, Domenico De Bartolomeo: «Dinanzi alle mie rimostranze sulle prescrizioni rischiavano di far saltare tutto, quando già avevamo tutti gli alberghi prenotati, ha avuto il coraggio di dire che tutto ciò non era affar suo. Una risposta di fronte alla quale mi sono alzato e me ne sono andato. Immaginate cosa sarebbe successo se avessimo dovuto cancellare i campionati, a quale brutta figura avremmo esposto la città».
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