Blitz antidroga, nei guai 6 giovani
Uno indagato anche per ricettazione di tablet, tv e pannello solare
L’AQUILA . Droga e ricettazione di materiale rubato. C’è anche un pannello solare trafugato dalla stazione di rilevamento sismico di Barisciano tra gli oggetti sequestrati nell’inchiesta che ha fatto finire nei guai sei giovani, di cui quattro stranieri. Sono state proprio le denunce dei furti a far scattare le indagini che hanno portato alla scoperta sia del giro di stupefacenti sia dello smercio delle attrezzature sottratte durante i colpi. Per ricettazione è indagato Ioan Alexandru Oancea, 27 anni, nato in Romania e residente a Navelli.
È stato trovato in possesso di un tablet Samsung, un pannello solare da 80 watt preso dalla stazione di rilevamento sismico dell’Ingv a Barisciano a maggio 2020 e un televisore LG: materiale risultato appunto rubato in diverse circostanze. Il giovane, sottoposto a libertà vigilata in una comunità terapeutica a Torino, deve rispondere anche della coltivazione non autorizzata di marijuana. Di detenzione a fini di spaccio sono accusati gli altri indagati. Si tratta di Marco Giordani, 24 anni, di Prata d’Ansidonia; Valent Shora, 21 anni, nato in Macedonia, residente a Prata d’Ansidonia, che avrebbe ceduto droga a Oancea in più occasioni tra il 3 marzo e il 7 giugno dell’anno scorso e Gianmarco Cioccolini, 22 anni, di Prata d’Ansidonia, al quale sono contestate due cessioni di stupefacenti sempre al romeno di Navelli, il 13 febbraio, al prezzo di 20 euro, e il 2 marzo.
Nei guai anche Iurie Cerneavschi, 21 anni, nato in Moldavia e residente a Prata d’Ansidonia, «perché coltivava senza autorizzazione marijuana», è l’accusa, «e cedeva sostanza stupefacente a Oancea il 16 marzo 2020, al prezzo di 30 euro, e il 24 aprile, al prezzo di 80 euro». Di due cessioni da cinque e 25 grammi di droga, rispettivamente il primo gennaio e il 23 aprile dell’anno scorso, è accusato, invece, Yassine Bouzaiene, 21enne tunisino domiciliato all’Aquila.
Sulla base di queste contestazioni il pm Simonetta Ciccarelli ha disposto le perquisizioni personali e domiciliari. «Appare necessario accertare», scrive il magistrato, «se nell’abitazione di ciascun indagato e in ogni altro luogo o veicolo eventualmente nella disponibilità degli stessi possano rinvenirsi corpo del reato o altre cose pertinenti o necessarie all’accertamento dei fatti». I sei giovani finiti nei guai sono assistiti dagli avvocati Ubaldo Lopardi, Simona Fiorenza e Fabio Marchetti. (g.d.m.)
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