Blitz dei carabinieri ferma i trecento uomini ragno che scalano palazzi storici

Sono in corso sopralluoghi per verificare eventuali danni al patrimonio La Soprintendenza: «Nessuna autorizzazione era stata rilasciata»
L’AQUILA. Manifestazione interrotta e sopralluoghi per verificare eventuali danni ai palazzi storici. Doveva essere una giornata di sport, ma è finita con l’intervento, domenica mattina, del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale dell’Aquila che ha bloccato lo Street Boulder in centro storico: l’evento, organizzato da Monkey’s Garage in collaborazione con lo Csain nazionale e regionale e inserito nel cartellone dell’Aquila città dello sport, era privo delle necessarie autorizzazioni. Quaranta i percorsi preparati e circa 300 gli atleti, provenienti da tutta Italia, che si sono cimentati in gare di arrampicata su alcuni monumenti e palazzo storici. Come ad esempio sulla facciata trecentesca della casa di Buccio da Ranallo. Dopo le segnalazioni della sovrintendente Cristina Collettini, i carabinieri sono intervenuti sul posto. Le verifiche per valutare eventuali danni, finora non riscontrati dai primi sopralluoghi, andranno avanti anche nei prossimi giorni. Ma la polemica in città è forte.
MANIFESTAZIONE INTERROTTA
«Nella mattina di domenica 2 luglio sono pervenute numerose segnalazioni al Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale dell’Aquila in merito a una manifestazione di free climbing sulle facciate dei palazzi storici vincolati della città», è riportato nel comunicato congiunto diramato dalla Sovrintendenza e dai carabinieri, che spiegano «di aver effettuato un primo sopralluogo sui luoghi segnalati. Nessuna autorizzazione in merito era stata rilasciata dalla Soprintendenza e, al fine di scongiurare danni al patrimonio, è stato indicato di terminare la manifestazione attestando la rimozione di tutti gli apprestamenti. La Soprintendenza ha disposto, già a partire da questa settimana, ulteriori sopralluoghi, unitamente ai carabinieri, mirati a verificare lo stato effettivo dei luoghi interessati dall’evento e la presenza di eventuali danni».
GLI ORGANIZZATORI
Il comitato “L’Aquila città dello sport”, che ha finanziato la manifestazione, dice la sua. «L’evento era al suo secondo anno», dice Francesco Bizzarri, presidente del comitato, «l’abbiamo ritenuto valido e rifinanziato, peraltro con la stessa formula dello scorso anno. Chiediamo scusa per quanto accaduto, ma l’organizzazione dell’evento, nella sua attuazione pratica, non è in capo al comitato, bensì alla società che ha fatto domanda per la richiesta di finanziamento e che ha allestito l’evento. Quando sono stato informato dell’intervento dei carabinieri sono rientrato subito da Teramo per verificare quello che stava accadendo e ho fatto bloccare la manifestazione: i percorsi sulle facciate dei palazzi sono stati interrotti e completati su una parete mobile allestita nel Parco del Castello. La società che ha organizzato la manifestazione si sarebbe dovuta occupare di tutto e delle necessarie autorizzazioni».
LA POLEMICA
Non solo l’intervento dei carabinieri e lo stop dato dalla Sovrintendenza alla manifestazione. Sul web si è consumata la “rivolta” degli aquilani, con decine e decine di post contro «la scelta di utilizzare monumenti e palazzi vincolati per l’arrampicata degli atleti. Soprattutto in una città che si fregia di essere definita culturale e storica». Lo Street Boulder si è svolto in due giornate, sabato e domenica. Nella conferenza stampa di presentazione dell’evento era stata sottolineata la valenza dell’iniziativa spiegando come «le location prescelte fossero state precedentemente testate, ripulite da erbacce e detriti, per mettere a punto i 40 percorsi preparati per l’evento».
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