«Bloccati dai ritrovamenti solo il civico 207 e pochi altri edifici»

L’AQUILA. Continuano i ritrovamenti nella zona di Porta Barete, ma a “rimetterci” sono solo gli abitanti del civico 207 di via Roma e di poche altre palazzine lì intorno. A seguito delle indagini...
L’AQUILA. Continuano i ritrovamenti nella zona di Porta Barete, ma a “rimetterci” sono solo gli abitanti del civico 207 di via Roma e di poche altre palazzine lì intorno. A seguito delle indagini archeologiche che hanno interessato la zona di Santa Croce, in uno dei cantieri lambiti dal Piano di recupero urbano (Pru) Santa Croce-Porta Barete, Daniela Piancatelli, figlia di residenti del civico 207 di via Roma, che ancora attende di essere ricostruito a causa dei ritrovamenti, lancia l’ennesimo appello al Comune.
«Il cantiere di ricostruzione di via Santa Croce oggetto degli scavi archeologici è incluso nel perimetro del Progetto strategico, come lo sono altre cinque palazzine sul lato opposto della via, ma queste ultime, pur non essendo interessate né da ritrovamenti né da scavi archeologici, sono state bloccate nella loro ricostruzione dall’approvazione del Pru del 2016 del Comune che, andando ben oltre i vincoli imposti dalla Soprintendenza, ha bloccato la ricostruzione anche in aree prive di vincoli di tutela, chiedendo alle famiglie di andare via e liberare l’area in nome di un’anacronistica volontà di diradamento urbanistico che ha riguardato solo la parte destra della via, quella che si affaccia su via Vicentini e via Roma, mentre ha consentito la ricostruzione, dov’era e com’era, sul lato sinistro, a pochi metri dalla chiesa di Santa Croce, e sul sedime dell’antico Spedale di Santo Spirito nella stessa area», spiega Piancatelli. «I miei genitori, a 83 anni, sono ancora senza casa non per colpa del sisma, ma per la vicenda di Porta Barete. Da un anno siamo in vana attesa di un appuntamento con il sindaco Biondi. Nel 2014 Italia Nostra, sezione aquilana, in assenza di determinazioni della Soprintendenza, prese carta e penna per chiedere coraggio e mettere un vincolo che impedisse la ricostruzione del civico 207. Oggi, in presenza dei ritrovamenti di via Santa Croce, lato sinistro, Italia Nostra ancora non ha scritto: che riconosca il grave errore fatto a suo tempo? Speriamo. In tal caso la stessa Italia Nostra dovrebbe trovare il coraggio di prendere di nuovo carta e penna per dire al Comune che sì, i monumenti veri sono importanti, ma che conta di più la tutela della persone». (m.c.)
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