Blocco dei cantieri, Biondi chiama in causa il governo

Sollecitato un decreto per fronteggiare l’aumento di materie prime e manodopera: «Tutto ciò sta provocando un pesante rallentamento dei lavori nel cratere 2009»
L’AQUILA. Per scongiurare il blocco dei cantieri della ricostruzione privata relativa al sisma del 2009, il sindaco Pierluigi Biondi chiede al governo di adottare con urgenza un Dpcm per calmierare i costi delle materie prime e della manodopera, che hanno subìto incrementi tali da mettere a rischio il proseguimento dei lavori. Analogo provvedimento, ricorda Biondi, è stato già adottato dal commissario per la ricostruzione del sisma 2016 Giovanni Legnini. Il primo cittadino ha scritto al sottosegretario Roberto Gandolfi, allo stesso Legnini, al coordinatore della struttura di missione Apt Carlo Presenti, al capo dipartimento di Casa Italia Elisa Grande, girando per conoscenza la missiva anche al titolare dell’Usra Salvatore Provenzano, al titolare dell’Usrc Raffaello Fico e al coordinatore dei sindaci del cratere 2009 Giovannino Anastasio.
Il sindaco fa riferimento alle note con le quali gli Uffici speciali per la ricostruzione hanno trasmesso la bozza di un decreto congiunto, «predisposta per sopperire alla problematica dell’incremento dei costi delle materie prime e della manodopera nell’ambito della ricostruzione privata post-sisma 6 aprile 2009». Biondi sottolinea che «dopo il periodo della pandemia, con il fermo delle attività e le successive ripercussioni sulla situazione economica generale, il sopraggiungere degli ultimi eventi sullo scenario internazionale ha generato pesanti effetti sull’incremento dei costi che stanno determinando un preoccupante rallentamento dei processi della ricostruzione privata, segnato da una forte diminuzione dei cantieri attivi sul territorio del cratere sismico del 2009». Quindi, nella lettera al governo, il sindaco ricorda che «è di pochi giorni fa l’avvenuta approvazione, da parte del commissario straordinario Legnini, dell’ordinanza 126 con la quale è stata disposta una misura analoga per fronteggiare l’aumento dei costi nell’ambito della ricostruzione del sisma Centro Italia».
Da qui la richiesta di «procedere all’adozione del dispositivo di un Dpcm nel più breve tempo possibile, al fine di poter così consentire alle strutture, preposte alla gestione dei processi di ricostruzione del sisma 2009, l’adozione degli atti conseguenti e di regolamentazione, scongiurando un fermo totale delle attività dei cantieri, con gli inevitabili e non auspicabili effetti conseguenti sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale-lavorativo».
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