Bocca di Forli, chiusa la discarica

4 Settembre 2015

La Regione sospende l’attività, il gestore licenzia i sei dipendenti

CASTEL DI SANGRO. Dipendenti licenziati e discarica di Bocca di Forli chiusa per inquinamento ambientale. La Regione ha sospeso tutte le attività dell’impianto di compostaggio di Castel di Sangro per il grave rischio di inquinamento derivante dagli ingenti cumuli di rifiuti putrescenti e abbandonati sia dentro che fuori i capannoni. Ad emettere il provvedimento sono stati i responsabili del dipartimento regionale Politiche ambientali, Gianfranco Piselli e Marco Famoso, a seguito della relazione dei tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). Dal rapporto, che non lascia spazio a dubbi, emergono pesanti carenze di gestione e un grave rischio di inquinamento ambientale. Secondo quanto accertato dagli esperti, tutti gli impianti di trattamento risultano fermi ed inefficienti, sui piazzali sono presenti cumuli di rifiuti che, ammassati e senza protezione, stanno generando esalazioni ed aria irrespirabile. Inoltre, parte del percolato dei rifiuti sembra essere penetrato al di sotto della pavimentazione e tutta la canalizzazione di raccolta delle acque dei piazzali e relative caditoie risultano intasate dal materiale che non è stato raccolto, trattato ed allontanato. I sei operai della discarica, senza stipendio peraltro da 17 mesi, ieri mattina hanno ricevuto le lettere di licenziamento definitivo dagli amministratori della società “Alto Sangro Ambiente” che gestisce l’impianto. Ma ora la Regione Abruzzo è intenzionata a perseguire i responsabili dei danni causati con provvedimenti sanzionatori a carico sia del proprietario dell'impianto sia del gestore incaricato. Ciò in considerazione delle gravi e reiterate violazioni di legge e delle conseguenze sul piano ambientale e della tutela della salute dei cittadini.

Massimiliano Lavillotti

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