Bocce, due colpacci e la Virtus ora spera nella salvezza

26 Aprile 2018

L’AQUILA. Due settimane fa la Virtus L'Aquila bocce era ultima in classifica con 9 punti e sembrava già condannata alla retrocessione in serie B. Ma i quattro punti conquistati nelle ultime due...

L’AQUILA. Due settimane fa la Virtus L'Aquila bocce era ultima in classifica con 9 punti e sembrava già condannata alla retrocessione in serie B. Ma i quattro punti conquistati nelle ultime due partite – la vittoria casalinga contro Mosciano e il pareggio esterno a Milano sul campo della Mp Filtri Caccialanza, campione d’Italia in carica – ha rilanciato la squadra allenata da Dino Tarquini verso la salvezza, facendola risalire a 13 punti, a sole due lunghezze dalla penultima. Gli aquilani si giocheranno tutto negli ultimi sue match: sabato 28 aprile in casa contro la Fashion Cattel Treviso e il 5 maggio a Salerno contro la Enrico Millo. Vincere entrambe le gare signifigherebbe andare ai play out ed evitare la retrocessione diretta. La svolta, spiega l'allenatore Tarquini, c'è stata dando fiducia ai giovani: «Nelle ultime due partite ho messo dentro dei ragazzi aquilani, lasciando fuori giocatori più esperti che però, nel corso della stagione, non hanno reso come ci aspettavamo». Ma i risultati ottenuti sul campo potrebbero essere vanificati da una decisione della Federazione. Spiega Tarquini: «A due settimane dalla fine della stagione, la Federazione ha emanato un provvedimento che modifica in corsa e con valore retroattivo la composizione dei campionati. Per il prossimo anno, il numero delle squadre di serie A è stato portato da 14, come era previsto inizialmente (ora sono 12), a 16, divise in due gironi. Ma anziché pensare a un ripescaggio, la Ffederazione si è inventata un criterio assurdo: la promozione di 6 squadre dalla serie B. Abbiamo inoltrato una formale contestazione, facendo anche richiesta di accesso agli atti, ma adiremo anche le vie legali perché si tratta di una scelta che stravolge tutto, non tenendo conto né dei meriti sportivi, né dell'organizazione societaria dei club. Soprattutto, non concede a questi ultimi la possibilità di giocarsela sul campo, andando a promuovere alcune società in modo completamente arbitrario. Sia chiaro, la nostra contrarietà prescinde dalla posizione che occupiamo in classifica, ci saremmo opposti anche se fossimo stati primi. È una decisione che danneggia anche il nostro territorio – perché siamo una delle poche squadre della provincia dell'Aquila, tra le varie discipline sportive, a militare in serie A – e che non tiene conto della nostra storia. Abbiamo vinto due titoli italiani consecutivi, nel 2011 e 2012».
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