Boccia: «Ma quali aumenti sulla Tasi? Paga chi ha di più»

20 Dicembre 2015

AVEZZANO. «Paga chi ha di più». Con un richiamo a papa Francesco, è più o meno questo il concetto con il quale il vicesindaco Ferdinando Boccia, con delega al Bilancio, replica alle accuse mosse da...

AVEZZANO. «Paga chi ha di più». Con un richiamo a papa Francesco, è più o meno questo il concetto con il quale il vicesindaco Ferdinando Boccia, con delega al Bilancio, replica alle accuse mosse da più parti – in particolare dall’ex assessore Lorenzo De Cesare e dai rappresentanti del Nuovo centrodestra – per le bollette della Tasi. L’ultima rata è stata pagata mercoledì scorso.

«Tutto a un tratto alcuni soggetti si scoprono interessati alla città, dopo oltre sei mesi dall’approvazione della delibera sulla Tasi», sottolinea Boccia, «questa congrega improvvisata di ex amministratori scaduti per scelta di popolo, dimentica che dal 2010 a oggi la somma delle entrate tributarie e dei trasferimenti erariali è rimasta invariata, attestandosi sull’ordine di 26 milioni di euro all’anno. È per questo che i minori trasferimenti erariali, pari a 8 milioni di euro in questi ultimi sei anni, sono inevitabilmente coincisi con l’applicazione di tributi comunali, come Ici, Imu e Tasi, di pari importo. Così come è avvenuto in tutti i Comuni d’Italia».

Secondo Boccia, il collega De Cesare (sono entrambi commercialisti, ndc) dovrebbe sapere che: «l’amministrazione si è trovata a gestire, oltre alle problematiche ereditate per il nuovo municipio, una serie di spese relative ad appalti di servizi per oltre 25 milioni di euro: illuminazione, verde pubblico, cimitero, trasporti e nettezza urbana. Spese lasciate proprio dai suoi compagni. Tra l’altro, oggi, paghiamo circa 363.000 euro di affitti per le scuole chiuse per inagibilità e che sono in corso di messa in sicurezza».

De Cesare e Ncd hanno contestato a Boccia di aver aumentato la Tasi del 150%, ma per il vicesindaco non è così. «La Tasi applicata dal Comune di Avezzano tiene conto del concetto di solidarietà, peraltro richiamato da papa Francesco, per cui chi più ha, più paga», continua Boccia, «infatti, fino a redditi di 10mila euro, il cittadino non paga la Tasi. Lo stesso principio di solidarietà vale per le rendite catastali degli immobili, per cui l’amministrazione ha ritenuto di far pagare meno imposta Tasi per case di modesto valore, fino a 250 euro di rendita catastale è azzerata. Non è un caso che lo studio recente della Cna Abruzzo sul fisco, abbia segnalato che Avezzano è tra i comuni con minore tassazione rispetto ai valori regionali e nazionali. Dati oggettivi che smentiscono i vari demagoghi che cercano di strumentalizzare più che rendere una corretta informazione al cittadino. Siano meno egoisti e pensino anche loro alle famiglie in difficoltà della nostra città, invece di innescare polemiche a orologeria. Tra l’altro, stia sereno De Cesare che, se ancora non lo sapesse, la Tasi non la pagherà neanche più lui, dal prossimo anno. Così forse la finirà con i suoi interventi surreali».

Eleonora Berardinetti

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