Bocciato in classe, viene promosso dal Tar

Il caso di un ragazzino marsicano. Il giudice: «Obiettivi formativi raggiunti, nessuna grave insufficienza»
AVEZZANO. Il consiglio di classe lo aveva bocciato a causa delle insufficienze riportante in pagella, ma il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dei genitori e ha ammesso il ragazzo alla classe successiva. La sentenza riguarda il caso di un alunno di una scuola media della Marsica. Ed è destinata a fare scuola: si tratta infatti della prima nel suo genere in Abruzzo. A sancire la promozione del ragazzino è il provvedimento con il quale il giudice Germana Panzironi ha ribaltato il verdetto dei docenti. «Il giudizio di non ammissione alle classi successive», sottolinea il tribunale, «deve essere circoscritto a quei casi eccezionali in cui residui una prognosi di insufficiente acquisizione dei livelli apprendimento all’esito di un periodo di valutazione eccedente l’anno scolastico in riferimento». Di più: «la predisposizione di un piano didattico personalizzato non è preclusa dalla tardiva individuazione di un bisogno educativo speciale, in quanto esso può essere tempestivamente attivato entro l’inizio dell’anno scolastico successivo e comunque entro il primo quadrimestre dello stesso». Il consiglio di classe - secondo quanto riportato dal dispositivo - «non ha tenuto conto che in oltre la metà delle materie l’alunno ha raggiunto gli obiettivi formativi e che nelle restanti materie non ha riportato insufficienze gravi». Inoltre, prosegue il Tar, «nel giudizio analitico sul comportamento, la partecipazione dell’alunno al dialogo educativo è stata valutata come “buona”». Per il tribunale amministrativo «gli effetti psicologici, scolastici e sociali negativi determinati nell’adolescente dalla bocciatura integrano il presupposto della gravità e della non riparabilità del danno». Il Tar ha pertanto sospeso l’efficacia della bocciatura e ordinato alla scuola l’ammissione con riserva dell’alunno alla frequenza della seconda media. Il ricorso verteva contro il ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo e l’istituto scolastico marsicano, tutti condannati al pagamento - in favore della famiglia del ragazzo - di mille euro oltre accessori. Il ricorso è stato curato dall’avvocato Velia Nazzarro, legale dei genitori. (l.p.)
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