Bocconi avvelenati, scatta il blitz

Celano, pezzi di carne con pesticidi e lamette rinvenuti in varie zone. Arrivano i carabinieri forestali
CELANO. Bocconi avvelenati segnalati in più zone della città e scatta il controllo da parte degli agenti del corpo carabinieri forestale. Da alcuni giorni i residenti di via Oreste Ranelletti e via Fontanelle hanno segnalato sui social la presenza di molti bocconi avvelenati. Un pericolo serio, non solo per cani e gatti, ma anche per l’uomo, considerando che nelle vicinanze di queste strade sorgono due scuole. Un allarme preso subito sul serio dai carabinieri forestale, tanto che ieri pomeriggio si è dato seguito ad un’operazione di bonifica delle due strade cittadine. Sul posto sono arrivati gli agenti della stazione carabinieri forestale di Celano coordinati dal comandante Francesco Angelini e due squadre dei nuclei antiveleno con unità cinofile di Assergi e Pescasseroli, già impegnati nella Marsica nell’area di Collelongo. Le due squadre, con l’ausilio degli agenti della polizia locale coordinata dal comandante Giuseppe Fegatilli, hanno bonificato le strade oggetto di segnalazione a mero scopo precauzionale, in quanto i bocconi avvelenati trovati erano stati già tolti. «Sono stati rinvenuti diversi bocconi avvelenati anche tempo fa», ha spiegato Giuseppe Cotturone, veterinario del parco Velino Sirente, «si trattava di due tipi di alimenti nocivi, uno contenente delle lamette che una volta ingerite provocano emorragie, l’altro con dei pesticidi che ancora non abbiamo identificato perché in corso le analisi. Sarebbe importante organizzare incontri di sensibilizzazione tra autorità civili, Asl ed enti Parco per arginare e combattere il fenomeno pericoloso per gli animali domestici, selvatici e anche per l’uomo». Cotturone ha anche fatto sapere che a Celano, bocconi di questo genere sono stati rinvenuti anche nei rioni Campitelli e Santa Maria. Nel corso dell’operazione antiveleno, si è registrato un fatto che non è passato inosservato: alcune persone ferme in zone dove si sono verificati fenomeni di spaccio, alla vista delle unità cinofile, si sono date alla fuga, temendo che si trattasse di un controllo antidroga.
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