Bollette arretrate, ok alle rateizzazioni

14 Ottobre 2018

Progetto Case, previste anche 12 soluzioni oltre i 1.500 euro. Campionario di svarioni nelle vecchie letture dei contatori

L’AQUILA. La giunta ha ufficialmente approvato il metodo di ripartizione dei costi derivanti dai consumi di gas metano, dal primo gennaio 2017, nel Progetto Case per recuperare le spese di riscaldamento e acqua calda. I criteri per il recupero degli arretrati sono finalizzati per essere adatti alle tasche di chi ci abita: in caso di una somma di 150 euro la rata sarà unica e si andrà, sempre di questo passo. Infatti si pagherà fino a 300 euro in due rate e così via. Per somme maggiori le regole non cambiano di molto: chi ha un debito di 1350 euro potrà estinguerlo in nove rate, per chi deve fino a 1500 euro le rate sono 10, mentre per chi deve pagare cifre oltre i 1500 euro le rate sono in tutto 12. Il Comune si è trovato di fronte a problemi enormi riguardanti le esatte fatturazioni del passato. Secondo la relazione del Sed ci sono dati eloquenti circa le letture dei contatori fatte negli anni passati che, in media, sono poco più di quattromila: ci sono 605 casi di letture senza alcun valore, 60 casi con un valore numerico senza informazioni riguardante l’unità di misura. Registrati anche 441 casi in cui sono riportati codici di lettura senza alcun valore numerico. Notate anche altre differenze che non aiutano i conteggi e creano confusione: in 1262 casi l’unità di misura è il kilowatt e in altri 1739 in milliwat. Ci sono poi delle altre difficoltà considerevoli. «Il presunto intestatario del contratto», dice il Sed, «è riportato negli elenchi con cognome e nome, dati non sufficienti a individuare una persona univocamente. Sarebbe stato utile avere il codice fiscale». Non solo per omonimie ma anche per errori nella scrittura dei nomi. Riscontrati ben 1650 casi in cui è presente una sola lettura con le quali non è possibile calcolare alcun consumo. Ci sono poi altri svarioni con letture troppo alte in cui la criticità può dipendere dal fatto che non è stata riportata la giusta unità di misura oppure per errori di trascrizione del valore. Lo stesso Comune riconosce il caos «dovuto alla molteplicità di interventi eseguiti, il frenetico turn over degli occupanti nel periodo del sisma di Amatrice, l’avvicendamento del personale e la scarsa o del tutto assente formazione dello stesso». I criteri per stabilire i pagamenti sono molteplici e complicati con le piastre che sono divenute punto di riferimento. Ad esempio per la componente di costo per la quale non c’è un numero di letture valide, anche per i consumi volontari, ci sarà un metodo di ripartizione a millesimi in relazione alla superficie della casa. Il consumo involontario viene ripartito a metri quadri tra tutti gli alloggi della piastra. In una piastra calcolata a consumo, agli alloggi privi di lettura per la determinazione dell’uso volontario si applica il coefficiente di consumo di piastra. Questo comporta che le case prive di lettura, ma di differente superficie, per uguali periodo di occupazione pagano la stessa cifra.
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