Bollette, conto salato per lo sport: impianti obsoleti, costi maggiori

Luce e gas mettono in crisi le associazioni che gestiscono le strutture che risalgono anche a 40 anni fa Petitta (dg del Pucetta): «Puntare a bandi europei per gli adeguamenti oppure rischiamo di chiudere»
AVEZZANO. Il rincaro dei costi energetici rischia di mettere in ginocchio gran parte delle società e associazioni sportive che operano in ambito locale. Il grido d’allarme arriva all’unisono da tutti gli sport, dal calcio al rugby fino al nuoto, con i gestori delle piscine che per primi hanno invocato aiuti da governo ed enti locali. Il problema affonda le radici nell’obsolescenza degli impianti sportivi. Nella Marsica gran parte delle strutture, lamentano i gestori, sono alimentate da impianti di illuminazione e riscaldamento ormai fatiscenti, con un conseguente aumento dei consumi energetici e, dunque, dei costi.
PROBLEMA STRUTTURALE
«È evidente come le associazioni sportive abbiano bisogno di sostegno, al netto dell’emergenza energetica che stiamo vivendo», spiega Ugo Petitta, direttore generale del Pucetta calcio. «Nel nostro territorio esiste un grave problema legato alle infrastrutture, in cui gli impianti d’illuminazione hanno anche 40 anni, il che comporta un consumo energetico ancora maggiore». Servirebbe un intervento dall’alto: «Esistono diversi bandi europei per l’adeguamento delle strutture, ma i Comuni sembrano essersene dimenticati. Il nostro è un problema strutturale». Il costo sostenuto dalle società per l’energia elettrica rappresenta una fetta importante delle spese annuali e il rischio è che qualcuno, specie tra le società più piccole, possa accusare il colpo: «Rimanendo nel mondo del calcio, il rischio è maggiore per tutte quelle piccole società, senza le quali però», conclude Petitta, «non esisterebbero i club più grandi e blasonati».
RISCHIO DEFAULT
Il problema riguarda, in particolare, le società che hanno in gestione gli impianti e pagano le utenze: «Se negli anni scorsi, durante i mesi invernali, era normale pagare una bolletta da mille euro ogni mese per luce e gas, con gli aumenti di quest’anno il rischio è che molte società possano chiudere i battenti», afferma Lucio Martini, direttore generale del Tagliacozzo calcio. «È ovvio che il rincaro dei costi energetici è un problema che deve essere affrontato in primis per famiglie e imprese, ma anche lo sport, che svolge una funzione sociale primaria, dev’essere tutelato». I maggiori costi per la gestione delle strutture rischiano inoltre di abbattersi anche sui Comuni, quando sono essi stessi a provvedere alla gestione: «In quel caso», avverte Martini, «per le società aumenterebbe il contributo da versare per l’affidamento. È una catena che coinvolge tutti e che in molti sottovalutano».
ecoTRANSIZIONE SPORTIVA
«La crisi generata dall’imponente aumento dei costi dell’energia dovrebbe portare il governo e le istituzioni a mettere a punto un piano per una vera e propria transizione ecologica sportiva», fanno sapere i vertici della Pinguino nuoto di Avezzano. Un censimento sportivo del Coni Abruzzo del 2017 testimonia lo stato di “anzianità” degli impianti sportivi regionali: «In Abruzzo la maggior parte degli impianti risale agli anni ’70 e ’80, e qualcuno addirittura agli anni ’30: c’è la necessità di rigenerarli da un punto di vista energetico, rendendoli ecosostenibili. I problema riguarda stadi e palazzetti, ma anche le piscine».
PD: SOCIETÀ LASCIATE SOLE
Sul tema è intervenuto anche il Partito democratico abruzzese attraverso il capogruppo in consiglio regionale, Silvio Paolucci, e il consigliere Pierpaolo Pietrucci. I Dem hanno lamentato l’assenza di un «provvedimento concreto» da parte della giunta Marsilio a favore delle società sportive.
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