Bollette del gas, nuove proteste

Progetto Case e Map, gli inquilini contestano la rata unica della quota fissa
L’AQUILA. Si sono visti recapitare dal Comune la richiesta di pagamento, in un’unica rata, della “quota involontaria di gas metano” relativa al periodo luglio 2020-giugno 2021. Una bolletta che sta scatenando proteste a non finire tra gli inquilini degli appartamenti del Progetto Case e dei Map dislocati sul territorio. In sostanza si tratta di un credito, vantato dal Comune, relativo al consumo generale del gas che viene ripartito tra i vari alloggi, anche se vuoti. Ciò significa che la quota di quelli non abitati viene comunque ripartita tra gli inquilini presenti. Una situazione che sta suscitando proteste a non finire tanto più che la questione delle bollette sui consumi di ogni singolo appartamento è ancora in alto mare, con l’invio delle richieste di pagamento fermo ormai già da alcuni anni, tra ricalcoli e rimodulazioni che non sembrano aver fine. Cosicché le famiglie che vivono negli alloggi post sisma potrebbero subire, alla luce anche dell’enorme lievitazione dei costi del gas, dei veri e propri salassi. Ma intanto a far discutere è ora il pagamento in una unica rata della quota involontaria del gas metano che non dipende dal consumo energetico specifico di ogni singola unità immobiliare. Una quota fissa che va a coprire i costi sostenuti a causa della dispersione di calore in un impianto centralizzato.
Spesso si utilizza il termine di “costi fissi” o “quota fissa” proprio per la loro caratteristica di restare invariati e costanti al variare dei consumi effettivi, a meno che non vi siano modifiche contrattuali. Gli oneri per i consumi involontari vengono pagati da tutti, anche per quegli alloggi che nel corso del periodo di riferimento non hanno generato alcun consumo. Stessa regola per tutti coloro che si sono staccati dell’impianto centralizzato e si forniscono di un impianto autonomo.
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