«Bollette, nessun salasso per le famiglie»

Di Stefano: la Gsa farà la lettura dei contatori e si pagherà solo il consumo reale. Gli arretrati rateizzati fino a 150 euro
L’AQUILA. Non ci saranno salassi per gli utenti del Progetto Case e Map, sulle bollette arretrate che invierà il Comune sui consumi di riscaldamento e acqua calda. Sono previste infatti rateizzazioni fino a un massimo di 150 euro a famiglia. Mentre riparte la fatturazione, ma su quello che sarà il consumo effettivo.
Sono queste le novità assicurate dall’assessore all’Equità tributaria, Annalisa Di Stefano, dopo l’approvazione della sua proposta tecnica da parte della giunta comunale, guidata dal sindaco Pierluigi Biondi.
Un altro punto importante è che ci sarà un nuovo metodo di quantificazione dei costi delle forniture.
«Finalmente sono state superate tutte le problematiche che non consentivano l’emissione delle bollette del Progetto Case e Map per il consumo del riscaldamento e acqua calda sanitaria, ferme ormai da febbraio 2017», ha dichiarato l’assessore Di Stefano, «e questo è motivo di grande soddisfazione. Il risultato ottenuto è stato reso possibile, oltre che con il prezioso apporto del servizio Riscossione canoni e utenze Progetto Case del Comune e del Sed, anche grazie al confronto puntuale che si è svolto in occasione di vari incontri con i soggetti coinvolti e, in particolare, in virtù della proficua collaborazione dei Comitati costituiti spontaneamente negli insediamenti del Progetto Case. Uno per tutti, quello Assergi 2, rappresentato da Giuliano Bruno».
L’assessore Di Stefano ha sottolineato come si sia raggiunto l’obiettivo «nonostante le criticità e le enormi difficoltà note a tutti in materia di gestione, bollettazione e riscossione per i complessi del Progetto Case, evidenziate nella relazione richiesta al Sed, al fine di inquadrare la questione. Le bollette verranno calcolate sui reali consumi, sui consumi individuali, nel rispetto e in linea con il programma di mandato della Equità tributaria, sintetizzato con la l’espressione “pagare tutti, pagare meno”. I cittadini pagheranno in base a quanto ciascuno effettivamente ha consumato, secondo la lettura di ciascun contabilizzatore individuale».
«Alla luce delle note difficoltà riscontrate in passato per effettuare le letture dei contacalorie del Progetto Case», ha chiarito Di Stefano, «si è ottenuta, con soddisfazione, la collaborazione del soggetto in possesso di tutti i requisiti e competenze tecnico-professionali, ovvero la Gran Sasso Acqua alla quale è stato affidato il servizio di rilevazione della lettura dei contatori. Quindi, si partirà subito con l’emissione delle bollette riferite al periodo gennaio-giugno 2017. Seguiranno quelle relative agli archi di tempo luglio 2017-giugno 2018 e poi luglio-ottobre 2018, per poter arrivare, per le fatturazioni che decorreranno dai periodi ancora successivi, a una bollettazione bimestrale».
L’assessore all’Equità tributaria ha poi precisato che «la deliberazione che la giunta comunale ha adottato lunedì, con la quale è stato dato il via libera al nuovo metodo di calcolo del costo delle forniture di acqua calda sanitaria e riscaldamento (che verrà applicato con decorrenza 1° gennaio 2017), tiene conto del subentro della società Antas, a seguito della convenzione stipulata a novembre 2016, in luogo del precedente fornitore del servizio di energia per tutti gli alloggi del Progetto Case e del nuovo sistema di fatturazione a canone».
«Ne consegue», ha proseguito l’assessore Di Stefano, «che la ripartizione del costo complessivo della fornitura avviene in modo uniforme su tutte le piastre, ovviamente tenendo conto del numero di alloggi occupati nella piastra e sempre specificando che l’assegnatario pagherà quello che consumerà».
«Da una stima effettuata dal Sed (Servizio elaborazione dati), la società comunale che si occupa del servizio informatico, è emerso che il valore semestrale massimo di costo dovrebbe attestarsi intorno ai 700 euro. Considerando il particolare momento economico e per andare incontro alle necessità dei cittadini», ha concluso l’assessore Annalisa Di Stefano, «si è ritenuto equo prevedere una rateizzazione delle somme arretrate, fino a un massimo di 150 euro mensili».
Il dubbio però degli assegnatari degli alloggi antisismici – molti dei quali in questi quasi due anni hanno lasciato il Progetto Case o i Map per rientrare nelle loro abitazioni, ricostruite dopo il terremoto – è come verranno calcolati i consumi di quel periodo, visto che il 70% dei contabilizzatori, come affermato dallo stesso Comune, non funzionava o era stato manomesso.
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